Agenzia delle Entrate introduce la consulenza giuridica per Ordini professionali ed enti pubblici

L’Agenzia delle Entrate introduce un nuovo strumento di dialogo istituzionale destinato a Ordini professionali, enti pubblici e associazioni di categoria. Con il provvedimento emanato l’8 giugno 2026 prende ufficialmente forma la nuova procedura di “consulenza giuridica”, prevista dallo Statuto dei diritti del contribuente, pensata per fornire chiarimenti interpretativi su questioni tributarie di interesse generale.

L’obiettivo della misura è quello di favorire un confronto preventivo tra Amministrazione finanziaria e soggetti rappresentativi, così da uniformare l’applicazione delle norme fiscali, ridurre i margini di incertezza e limitare il contenzioso tributario.

Un nuovo canale istituzionale con il Fisco

La nuova consulenza giuridica rappresenta uno strumento differente rispetto all’interpello ordinario. Non sarà infatti utilizzabile dai singoli contribuenti per risolvere casi personali, ma sarà riservata esclusivamente a soggetti istituzionali e rappresentativi che operano nell’interesse collettivo di categorie professionali o territoriali.

Attraverso questa procedura, l’Agenzia delle Entrate potrà fornire orientamenti interpretativi ufficiali su norme fiscali che presentano dubbi applicativi diffusi e che riguardano una pluralità di contribuenti.

Si tratta di un’evoluzione significativa del rapporto tra Fisco e intermediari, soprattutto in una fase caratterizzata da continue modifiche normative, riforme fiscali e aggiornamenti degli adempimenti tributari.

Chi potrà richiedere la consulenza giuridica

Il nuovo servizio sarà accessibile soltanto a specifici soggetti qualificati individuati dallo Statuto del contribuente.

Tra questi rientrano:

  • Ordini e Collegi professionali;
  • associazioni sindacali e di categoria;
  • enti pubblici;
  • Regioni ed enti locali;
  • amministrazioni dello Stato;
  • camere di commercio;
  • enti rappresentativi di interessi collettivi;
  • organismi nazionali e territoriali previsti dalla normativa.

Le richieste dovranno riguardare esclusivamente questioni interpretative di carattere generale. Non potranno quindi essere presentate istanze relative a posizioni individuali, accertamenti specifici o controversie già in corso.

L’Agenzia punta così a creare uno strumento di chiarimento preventivo utile soprattutto ai professionisti che assistono imprese e contribuenti nella corretta applicazione delle norme tributarie.

Invio delle domande tramite PEC

Le richieste di consulenza potranno essere trasmesse in forma libera mediante posta elettronica certificata (PEC) e saranno esenti dall’imposta di bollo.

La competenza sarà suddivisa tra strutture centrali e territoriali dell’Agenzia delle Entrate:

  • le Direzioni regionali gestiranno le istanze provenienti da enti territoriali e Ordini professionali a livello locale o regionale;
  • la Divisione Contribuenti sarà competente per le richieste presentate da amministrazioni centrali, enti di rilevanza nazionale e soggetti non residenti.

Per i soggetti esteri è inoltre prevista l’attivazione di un apposito canale telematico dedicato.

Questa organizzazione consentirà una gestione più specializzata delle richieste, soprattutto per le questioni fiscali più complesse o con impatti su scala nazionale.

Dichiarazione obbligatoria sull’assenza di controlli

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova procedura riguarda l’obbligo, da parte del rappresentante dell’ente richiedente, di dichiarare di non essere a conoscenza di attività di controllo già avviate dall’Amministrazione finanziaria sulla medesima questione oggetto della domanda.

La previsione mira a evitare un utilizzo improprio della consulenza giuridica durante verifiche fiscali o accertamenti già in corso.

Qualora l’istanza presenti carenze documentali o requisiti incompleti, gli uffici potranno richiedere integrazioni:

  • entro 30 giorni per sanare irregolarità formali;
  • entro 60 giorni per trasmettere documentazione mancante o chiarimenti aggiuntivi.

Risposta dell’Agenzia entro 120 giorni

L’Agenzia delle Entrate dovrà fornire una risposta motivata entro 120 giorni dalla ricezione della documentazione completa.

I termini risultano sospesi nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 agosto e vengono prorogati automaticamente al primo giorno lavorativo successivo se la scadenza coincide con una festività.

Le risposte saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’Amministrazione finanziaria. Questo aspetto assume particolare rilevanza perché consentirà di creare una vera e propria banca dati di orientamenti interpretativi consultabile da professionisti, imprese e contribuenti.

La pubblicazione delle soluzioni adottate dovrebbe inoltre favorire maggiore uniformità nell’applicazione delle norme tributarie su tutto il territorio nazionale.

Differenze rispetto all’interpello

La consulenza giuridica non sostituisce l’interpello disciplinato dall’articolo 11 dello Statuto del contribuente.

Restano infatti distinti i due strumenti:

  • l’interpello continua a riguardare casi concreti e personali dei singoli contribuenti;
  • la consulenza giuridica affronta problematiche interpretative di carattere generale e collettivo.

Si tratta quindi di un meccanismo che si affianca agli strumenti di prassi amministrativa già esistenti, come circolari, risoluzioni e risposte agli interpelli.

Maggiore certezza fiscale e meno contenzioso

La nuova procedura si inserisce nel più ampio processo di riforma del rapporto tra Fisco e contribuenti basato sui principi di collaborazione e compliance preventiva.

Attraverso il confronto diretto con Ordini professionali ed enti rappresentativi, l’Agenzia delle Entrate punta a:

  • prevenire errori interpretativi;
  • ridurre il numero delle controversie tributarie;
  • garantire maggiore uniformità applicativa;
  • fornire indicazioni operative tempestive agli operatori;
  • aumentare la certezza del diritto in materia fiscale.

Per commercialisti, consulenti fiscali, CAF ed enti pubblici, il nuovo strumento potrebbe diventare un importante punto di riferimento per affrontare le criticità interpretative derivanti dalle continue evoluzioni della normativa tributaria.

L’introduzione della consulenza giuridica rappresenta quindi un ulteriore passo verso un modello di amministrazione finanziaria più orientato al dialogo preventivo e alla cooperazione istituzionale.