Antiriciclaggio, stop alle segnalazioni “difensive”: i consulenti del lavoro chiamati a valutazioni più approfondite
Con l’entrata in vigore, dal prossimo 1° luglio, delle nuove istruzioni emanate dalla UIF in materia di segnalazioni di operazioni sospette (SOS), cambia l’approccio richiesto ai professionisti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio. A richiamare l’attenzione della categoria è il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro che, attraverso una circolare indirizzata ai Consigli provinciali, invita gli iscritti ad abbandonare definitivamente ogni comportamento di tipo “difensivo” nella gestione delle segnalazioni.
La fine delle segnalazioni automatiche
Uno dei principi cardine delle nuove indicazioni riguarda il superamento della prassi, talvolta adottata dai professionisti, di effettuare segnalazioni esclusivamente per cautelarsi da possibili contestazioni future. La mera presenza di uno o più indicatori di anomalia non rappresenta infatti, di per sé, un elemento sufficiente per procedere all’invio di una Segnalazione di Operazione Sospetta.
Gli indicatori di anomalia costituiscono esclusivamente segnali di attenzione e strumenti di supporto all’attività di valutazione del professionista, ma non determinano automaticamente l’esistenza di un rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Centrale il ruolo del professionista
Le nuove disposizioni attribuiscono ai consulenti del lavoro un ruolo ancora più rilevante nell’attività di prevenzione dei fenomeni illeciti. Il professionista è chiamato a svolgere un’analisi autonoma, critica e documentata delle informazioni disponibili, valutando il comportamento del cliente, la natura dell’operazione, la coerenza con il profilo economico e patrimoniale del soggetto coinvolto e il contesto complessivo nel quale l’operazione viene effettuata.
La decisione di procedere o meno con una SOS dovrà quindi essere il risultato di un percorso valutativo motivato e supportato da elementi concreti e verificabili.
Obbligo di documentare il processo decisionale
Particolare attenzione viene posta anche alla tracciabilità delle valutazioni effettuate. Il consulente dovrà essere in grado di dimostrare di aver svolto adeguati approfondimenti e di aver raccolto tutte le informazioni necessarie prima di assumere una decisione.
La documentazione relativa agli accertamenti eseguiti, alle verifiche svolte e alle motivazioni che hanno portato all’invio oppure alla mancata trasmissione della segnalazione assume pertanto un’importanza fondamentale anche in caso di eventuali controlli da parte delle autorità competenti.
Completezza e attendibilità delle informazioni
La qualità delle informazioni trasmesse alla UIF rappresenta uno degli aspetti maggiormente valorizzati dalle nuove istruzioni operative. Le segnalazioni dovranno contenere dati completi, attendibili e coerenti, tali da consentire alle autorità di effettuare efficacemente le proprie attività di analisi finanziaria.
Segnalazioni prive di adeguati elementi informativi o fondate esclusivamente sulla presenza di indicatori standardizzati rischiano infatti di ridurre l’efficacia complessiva del sistema di prevenzione del riciclaggio.
Riservatezza e tutela del cliente
Resta fermo l’obbligo di rispettare rigorosamente il principio di riservatezza che caratterizza la disciplina antiriciclaggio. Il professionista non può informare il cliente dell’avvenuta segnalazione né delle eventuali valutazioni effettuate in merito alla trasmissione di una SOS, nel rispetto del divieto di comunicazione previsto dalla normativa.
La tutela della riservatezza costituisce un elemento essenziale per garantire l’efficacia delle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Verso una cultura della valutazione del rischio
Le indicazioni del Consiglio nazionale segnano un ulteriore passaggio verso un sistema antiriciclaggio sempre più basato sul cosiddetto “approccio basato sul rischio” (risk based approach), già previsto dalla normativa europea e nazionale.
Ai professionisti non viene richiesto di segnalare qualsiasi situazione potenzialmente anomala, ma di esercitare un giudizio professionale qualificato, fondato sull’analisi del rischio e sulla conoscenza del cliente e delle sue attività.
L’obiettivo è quello di migliorare la qualità delle segnalazioni, ridurre gli invii meramente cautelativi e consentire alle autorità competenti di concentrare le proprie risorse sui casi effettivamente meritevoli di approfondimento investigativo.
