Certificazione Unica 2026: scadenza del 16 marzo e ravvedimento operoso per omissioni e ritardi
Il 16 marzo ha segnato il termine ordinario per la trasmissione delle Certificazioni Uniche (CU) relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati all’Agenzia delle Entrate.
Si tratta di un adempimento fondamentale per i sostituti d’imposta, in quanto l’invio dei dati è propedeutico alla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata, che l’Amministrazione finanziaria mette a disposizione dei contribuenti.
Perché è importante rispettare la scadenza
La trasmissione tempestiva delle CU consente all’Agenzia delle Entrate di elaborare correttamente:
- il modello 730 precompilato;
- il modello Redditi PF precompilato.
Eventuali omissioni o ritardi possono quindi compromettere la completezza dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata, con possibili ripercussioni per i contribuenti.
Omissioni o invii tardivi: cosa fare
In caso di mancato invio o trasmissione oltre i termini, il sostituto d’imposta può comunque regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni.
Le modalità operative e il regime sanzionatorio sono chiariti dalla Circolare Agenzia delle Entrate n. 12/2024, che fornisce indicazioni puntuali su:
- termini di regolarizzazione;
- importi delle sanzioni ridotte;
- modalità di versamento.
Regime sanzionatorio in sintesi
In linea generale:
- è prevista una sanzione per ogni CU omessa, tardiva o errata;
- la sanzione è ridotta se la trasmissione avviene entro un determinato termine;
- il ravvedimento consente ulteriori riduzioni proporzionate alla tempestività della regolarizzazione.
Consigli operativi per i professionisti
Per evitare criticità e sanzioni, è consigliabile:
- verificare l’avvenuta trasmissione di tutte le CU;
- controllare eventuali scarti o errori segnalati dal sistema;
- intervenire tempestivamente con l’invio correttivo;
- utilizzare il ravvedimento operoso in caso di irregolarità.
Conclusioni
La scadenza del 16 marzo rappresenta un passaggio chiave nel calendario fiscale. Tuttavia, eventuali errori o dimenticanze possono essere sanati grazie al ravvedimento operoso, strumento che consente di limitare l’impatto sanzionatorio.
Una gestione attenta e tempestiva degli adempimenti resta comunque essenziale per garantire la corretta alimentazione della dichiarazione precompilata e ridurre i rischi per contribuenti e intermediari
