Conferimento agevolato ai soci: riaperti i termini fino al 30 settembre 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha nuovamente introdotto il regime fiscale agevolato per le società che intendono assegnare o conferire ai soci beni non strumentali. Si tratta di una misura già prevista in passato e riproposta più volte nel tempo, con l’obiettivo di favorire la fuoriuscita dal patrimonio sociale di immobili e altri beni non direttamente utilizzati nell’attività d’impresa.
L’agevolazione consente di effettuare l’operazione entro il 30 settembre 2026, beneficiando di un’imposta sostitutiva ridotta e modalità di pagamento più favorevoli.
Origine normativa del regime
Il regime trae origine dall’articolo 29 della legge n. 449/1997, che ha introdotto per la prima volta una tassazione agevolata per le assegnazioni ai soci. Successivamente, la disciplina è stata riproposta in diverse manovre finanziarie con alcune modifiche, confermando l’interesse del legislatore a incentivare la semplificazione delle strutture societarie.
La misura 2026 si inserisce in questa continuità, offrendo alle imprese una nuova opportunità di pianificazione fiscale.
Ambito soggettivo: chi può accedere
Possono beneficiare del regime fiscale agevolato:
- le società in nome collettivo (SNC);
- le società in accomandita semplice (SAS);
- le società a responsabilità limitata (SRL);
- le società per azioni (SPA);
- le società in accomandita per azioni (SAPA).
Rientrano inoltre tra i soggetti ammessi anche le società che hanno come oggetto esclusivo o principale la gestione di beni non strumentali e che decidono di trasformarsi in società semplici entro il termine del 30 settembre 2026.
Oggetto dell’agevolazione
Il regime riguarda l’assegnazione o la cessione ai soci di:
- immobili non strumentali all’attività d’impresa;
- beni mobili registrati non utilizzati come beni strumentali.
La misura consente alle società di trasferire tali beni ai soci con un carico fiscale ridotto rispetto alla tassazione ordinaria.
Imposta sostitutiva e vantaggi fiscali
Uno degli aspetti più rilevanti è l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari all’8%, in luogo delle imposte ordinarie su plusvalenze e riserve.
Il beneficio risulta particolarmente vantaggioso nei casi in cui:
- i beni hanno un valore fiscale molto basso rispetto al valore di mercato;
- la società detiene immobili da lungo tempo;
- si intende semplificare la struttura societaria.
Modalità di pagamento
L’imposta sostitutiva può essere versata in due rate, secondo modalità che verranno definite dalla normativa attuativa o dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Questa possibilità rappresenta un ulteriore incentivo, consentendo alle imprese di gestire meglio la liquidità.
Trasformazione in società semplice
La legge estende il beneficio anche alle società immobiliari di gestione che decidono di trasformarsi in società semplice entro il 30 settembre 2026. Tale scelta consente:
- una gestione più snella del patrimonio immobiliare;
- la riduzione degli adempimenti contabili;
- una pianificazione successoria più efficiente.
Considerazioni operative
La riapertura dei termini rappresenta un’importante opportunità di pianificazione fiscale e societaria. Tuttavia, prima di procedere è necessario:
- valutare gli effetti fiscali complessivi;
- analizzare le riserve in sospensione d’imposta;
- considerare l’impatto sulle imposte indirette;
- verificare eventuali plusvalenze latenti.
