I contribuenti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2025-2026 che hanno perfezionato l’adesione, entro il 1° dicembre 2025, sono tenuti a versare acconti d’imposta maggiorati rispetto ai soggetti non aderenti.

La maggiorazione degli acconti riguarda tutte le principali imposte dirette, ossia:

  • IRPEF per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo;
  • IRES per le società di capitali e gli enti soggetti all’imposta sul reddito delle società;
  • IRAP per i soggetti che esercitano attività d’impresa o professionale.

Per il calcolo dell’acconto maggiorato, il contribuente può scegliere tra due differenti modalità:

  1. Metodo storico:
    Si determina la maggiorazione applicando una percentuale di incremento alla differenza tra:

    • il reddito rettificato 2024, risultante dalle dichiarazioni presentate per l’anno precedente, e
    • il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate per il 2025 nell’ambito del CPB.
      In pratica, l’acconto viene adeguato sulla base dell’aumento stimato del reddito concordato rispetto a quello storico, tenendo conto delle variazioni introdotte dal concordato.
  2. Metodo previsionale:
    Il contribuente può stimare direttamente l’imposta dovuta in base al reddito concordato e versare la differenza tra:

    • l’acconto calcolato sulla base del reddito concordato per il 2025, e
    • quanto già versato con la prima rata determinata secondo il metodo ordinario (ovvero basato sul reddito 2024).
      Questo metodo è consigliato per chi prevede una sostanziale variazione del reddito in linea con le previsioni del CPB.

In sintesi, l’obiettivo della maggiorazione è armonizzare il carico fiscale con il reddito concordato nel CPB, garantendo che gli acconti riflettano già i livelli di redditività attesi per il biennio di riferimento.