Decreto fiscale convertito in legge: novità su rottamazione quinquies e pagamenti della PA ai professionisti

È ufficiale: il decreto fiscale è stato convertito in legge introducendo importanti modifiche sia sul fronte della riscossione che sui rapporti economici tra Pubblica Amministrazione e professionisti. Tra gli interventi più rilevanti figurano l’ampliamento della cosiddetta “rottamazione quinquies” alle entrate degli enti locali e l’alleggerimento delle nuove regole sui pagamenti della PA previste dal 15 giugno.

Le novità puntano da un lato a favorire la regolarizzazione dei debiti tributari dei contribuenti e, dall’altro, a ridurre l’impatto delle compensazioni automatiche sui compensi dei professionisti.

Rottamazione quinquies: possibile adesione anche per gli enti locali

Una delle principali modifiche introdotte in sede di conversione riguarda l’estensione della definizione agevolata ai tributi locali.

Comuni, Province e altri enti territoriali potranno infatti decidere entro il 30 giugno se aderire alla nuova rottamazione delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La misura interesserà i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Tra i debiti che potranno rientrare nella sanatoria figurano:

  • IMU;
  • TARI;
  • multe stradali;
  • altri tributi e entrate locali riscosse tramite Agenzia Entrate-Riscossione.

L’adesione da parte degli enti non sarà automatica: ogni amministrazione dovrà approvare una specifica delibera per consentire ai contribuenti di beneficiare della definizione agevolata.

Come funziona la rottamazione

La rottamazione consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando soltanto:

  • l’imposta o il tributo dovuto;
  • le spese di notifica;
  • eventuali spese esecutive.

Vengono invece eliminate:

  • sanzioni;
  • interessi di mora;
  • aggio di riscossione, nei casi previsti dalla normativa.

Per le multe stradali restano comunque dovute le somme relative alla sanzione principale, mentre vengono azzerati interessi e maggiorazioni.

Arriva il “termine di tolleranza selettivo”

Il testo definitivo introduce inoltre una novità importante per chi aderisce alla rottamazione: un margine aggiuntivo di 5 giorni per effettuare il pagamento.

La tolleranza, tuttavia, sarà applicata in modo selettivo e riguarderà:

  • l’unica rata prevista;
  • oppure l’ultima rata del piano di pagamento.

La misura mira a evitare la decadenza dai benefici della definizione agevolata per ritardi minimi nei versamenti finali, considerati particolarmente delicati ai fini del mantenimento della regolarità del piano.

Resta invece invariata la regola generale secondo cui il mancato o tardivo pagamento delle rate comporta la perdita dei benefici della rottamazione con il ripristino integrale del debito originario.

Pagamenti della PA ai professionisti: stretta alleggerita

Importanti novità arrivano anche per i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione.

Dal 15 giugno entreranno infatti in vigore le nuove disposizioni che prevedono controlli fiscali preventivi prima del pagamento dei compensi da parte della PA. In presenza di debiti fiscali iscritti a ruolo, l’amministrazione potrà trattenere le somme dovute al professionista per compensarle con le cartelle esattoriali pendenti.

Con la conversione del decreto, però, il legislatore ha deciso di attenuare la misura aumentando la soglia minima di intervento.

La trattenuta scatterà soltanto per importi superiori a 5.000 euro, innalzando quindi il limite inizialmente previsto e riducendo l’impatto sui professionisti che percepiscono compensi di importo più contenuto.

Obiettivo: equilibrio tra riscossione e liquidità

La modifica nasce dall’esigenza di trovare un equilibrio tra il rafforzamento della riscossione fiscale e la tutela della liquidità di professionisti e lavoratori autonomi che collaborano con la Pubblica Amministrazione.

Secondo le associazioni di categoria, una soglia troppo bassa avrebbe rischiato di bloccare numerosi pagamenti, creando difficoltà finanziarie soprattutto per piccoli studi professionali e consulenti.

Con il nuovo limite dei 5.000 euro, il meccanismo di compensazione resterà operativo solo per posizioni debitorie più rilevanti.

Impatti per contribuenti e professionisti

Le modifiche introdotte con la conversione del decreto fiscale avranno effetti concreti su migliaia di contribuenti.

Da una parte, l’apertura agli enti locali potrebbe consentire la regolarizzazione di vecchie posizioni relative a tributi comunali e multe; dall’altra, il correttivo sui pagamenti della PA riduce il rischio di blocchi automatici per i professionisti con crediti di importo contenuto.

Ora l’attenzione si sposta sulle decisioni dei Comuni, chiamati entro il 30 giugno a scegliere se aderire o meno alla nuova rottamazione delle entrate locali.