Ferie maturate nel 2024 e non godute: entro il 20 agosto il versamento dei contributi previdenziali
Per le ferie maturate dai lavoratori dipendenti nel corso del 2024 e non fruite entro il 30 giugno 2026 scatta per i datori di lavoro l’obbligo di versare i relativi contributi previdenziali. Il termine per effettuare questo adempimento è fissato al 20 agosto prossimo.
Il meccanismo riguarda, quindi, le giornate di ferie che, pur essendo state maturate dal lavoratore nel 2024, non risultavano ancora godute alla data del 30 giugno 2026. In presenza di ferie non fruite entro tale termine, il datore di lavoro è tenuto a procedere al versamento della contribuzione previdenziale aggiuntiva collegata alle somme corrispondenti alle ferie maturate e non godute.
Il termine del 20 agosto
L’adempimento contributivo deve essere effettuato entro il 20 agosto 2026. Si tratta di un passaggio distinto dalla successiva fruizione delle ferie: l’obbligo contributivo è infatti collegato al mancato godimento delle ferie entro il termine previsto.
Dal punto di vista tecnico, la disciplina mira a evitare che il differimento della fruizione delle ferie produca anche un differimento indefinito degli obblighi contributivi connessi alla relativa monetizzazione figurativa.
Il datore di lavoro deve pertanto verificare la situazione delle ferie maturate nel 2024, individuando quelle che risultavano ancora non godute al 30 giugno 2026, e procedere conseguentemente agli adempimenti previdenziali entro la scadenza del 20 agosto.
Le sanzioni in caso di mancato adempimento
Il mancato versamento dei contributi previdenziali dovuti può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative, la cui entità varia in funzione della durata della violazione e del numero di lavoratori interessati.
Le sanzioni indicate sono le seguenti:
- da 120 a 720 euro per le violazioni relative a un solo anno e riguardanti un massimo di 5 lavoratori;
- da 480 a 1.800 euro per le violazioni verificatesi per almeno due anni e che abbiano coinvolto più di 5 lavoratori;
- da 960 a 5.400 euro per le violazioni verificatesi per più di 4 anni oppure che abbiano coinvolto almeno 10 lavoratori.
La progressione delle sanzioni evidenzia quindi come il sistema tenga conto sia della durata della violazione sia della platea dei lavoratori coinvolti. L’esposizione sanzionatoria può aumentare, pertanto, quando l’inadempimento si protrae nel tempo o interessa un numero più elevato di dipendenti.
Cosa devono verificare i datori di lavoro
In vista della scadenza del 20 agosto, l’azienda deve effettuare una verifica puntuale della posizione individuale dei lavoratori, con particolare attenzione alle ferie maturate nel 2024 e ancora non godute alla data del 30 giugno 2026.
Il controllo richiede, sul piano operativo, il confronto tra le ferie maturate e quelle effettivamente fruite, così da individuare le giornate residue alle quali collegare gli obblighi contributivi previsti.
La verifica assume particolare importanza anche sotto il profilo della corretta gestione amministrativa del personale: l’eventuale presenza di ferie non godute deve essere correttamente rilevata nella posizione del dipendente e gestita secondo gli adempimenti previdenziali previsti.
La scadenza del 20 agosto 2026 rappresenta dunque il termine entro il quale i datori di lavoro interessati devono regolarizzare il versamento della contribuzione relativa alle ferie maturate nel 2024 e non godute entro il 30 giugno, evitando così l’applicazione delle sanzioni previste per l’inadempimento.
