Cresce la complessità burocratica per accedere all’iperammortamento nel triennio 2026–2028. Oltre alle fasi già previste – comunicazione preventiva, conferma dell’investimento e completamento degli acquisti – il decreto introduce ulteriori adempimenti formali.

In particolare, è richiesta una perizia tecnica asseverata che certifichi l’interconnessione dei beni al sistema informatico aziendale, rilasciata da ingegneri, periti industriali o periti agrari abilitati. A ciò si aggiunge la certificazione della Camera di Commercio (CCIAA) o del produttore, chiamati ad attestare che il bene agevolato è “Made in EU”. È inoltre obbligatoria l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili, che dovrà essere rilasciata da un revisore legale dei conti.

Le nuove disposizioni sono contenute nel decreto firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che rafforza i controlli e i requisiti documentali per l’accesso all’agevolazione.

Maggiori informazioni

L’iperammortamento rileva non solo ai fini delle imposte dirette, ma incide anche sugli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale). Gli investimenti agevolati possono infatti influenzare i dati contabili e strutturali utilizzati per il calcolo del punteggio ISA, rendendo fondamentale una corretta indicazione nei modelli dichiarativi e una coerenza tra agevolazioni fiscali e risultati ISA.

Per questo motivo, è consigliabile valutare preventivamente l’impatto dell’iperammortamento sia sul carico fiscale complessivo sia sull’affidabilità fiscale, evitando effetti negativi o incoerenze che potrebbero compromettere i benefici premiali.