Registro dei titolari effettivi: via libera definitivo del Governo al nuovo sistema europeo di trasparenza
Arriva il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al nuovo decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2024/1640 in materia di antiriciclaggio e trasparenza societaria. Il provvedimento introduce una nuova disciplina del registro dei titolari effettivi, rafforzando i controlli su società, enti giuridici e trust, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di riciclaggio, evasione fiscale e finanziamento illecito.
La riforma rappresenta uno dei passaggi più importanti nel processo di adeguamento dell’Italia alle nuove regole europee AML (Anti Money Laundering), destinate a uniformare i sistemi di controllo finanziario nei Paesi membri dell’Unione europea.
Cos’è il registro dei titolari effettivi
Il registro dei titolari effettivi è una banca dati destinata a individuare le persone fisiche che, direttamente o indirettamente, esercitano il controllo su:
- società di capitali;
- persone giuridiche private;
- enti;
- trust e istituti giuridici affini.
L’obiettivo principale è rendere trasparente la reale proprietà delle strutture societarie, evitando che vengano utilizzate per occultare patrimoni, riciclare denaro o schermare operazioni finanziarie sospette.
Per “titolare effettivo” si intende generalmente la persona fisica che possiede o controlla una partecipazione rilevante dell’ente oppure che esercita un’influenza dominante sulla gestione della società.
Accesso al registro: previsto un sistema su tre livelli
Una delle principali novità introdotte dal decreto riguarda il sistema di accesso differenziato alle informazioni contenute nel registro. L’accesso sarà infatti articolato su tre livelli distinti.
1. Autorità competenti
Le autorità pubbliche, tra cui:
- Guardia di Finanza;
- UIF;
- magistratura;
- Direzione Investigativa Antimafia;
- autorità fiscali e investigative;
avranno accesso completo ai dati contenuti nel registro per finalità di controllo, indagine e prevenzione dei reati economico-finanziari.
2. Soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio
Potranno accedere alle informazioni anche i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, tra cui:
- commercialisti;
- notai;
- avvocati;
- banche;
- intermediari finanziari;
- operatori del settore assicurativo.
L’accesso sarà finalizzato alle attività di adeguata verifica della clientela previste dalla normativa antiriciclaggio.
3. Portatori di un legittimo interesse
La direttiva europea introduce inoltre la possibilità di accesso per i soggetti che dimostrino un “legittimo interesse”, come:
- giornalisti investigativi;
- associazioni impegnate nella lotta alla corruzione;
- soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari;
- operatori economici che necessitano di verifiche societarie.
Tale accesso sarà comunque sottoposto a controlli e limitazioni per garantire il rispetto della privacy e della protezione dei dati personali.
Maggiore trasparenza contro evasione e riciclaggio
Il nuovo sistema punta a rafforzare la tracciabilità delle strutture societarie e patrimoniali, riducendo il rischio di utilizzo di società “schermo” o trust opachi.
Secondo il Governo, il registro consentirà:
- controlli più rapidi ed efficaci;
- maggiore cooperazione tra autorità nazionali ed europee;
- individuazione di patrimoni occultati;
- contrasto alle frodi fiscali internazionali;
- prevenzione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo.
La riforma si inserisce nel più ampio pacchetto europeo antiriciclaggio che prevede anche l’istituzione della nuova autorità europea AMLA, destinata a coordinare i controlli a livello comunitario.
Obblighi per imprese e trust
Le società e gli enti interessati dovranno comunicare e aggiornare periodicamente le informazioni relative ai propri titolari effettivi presso il Registro delle imprese.
Le comunicazioni dovranno contenere:
- dati identificativi del titolare effettivo;
- modalità di controllo esercitato;
- quota di partecipazione detenuta;
- eventuali variazioni successive.
Sono previste sanzioni amministrative in caso di omessa comunicazione, dati incompleti o mancato aggiornamento delle informazioni.
Privacy e criticità ancora aperte
Non mancano tuttavia le criticità. Negli ultimi anni il tema del registro dei titolari effettivi è stato al centro di diversi contenziosi europei relativi alla tutela della privacy.
La Corte di Giustizia dell’Unione europea aveva infatti limitato l’accesso indiscriminato del pubblico ai dati, ritenendo necessario un maggiore equilibrio tra esigenze di trasparenza e tutela dei diritti personali.
Proprio per questo il nuovo modello italiano prevede un sistema di accesso selettivo e controllato, evitando la consultazione generalizzata delle informazioni sensibili.
Verso il pieno operatività del registro
Con l’approvazione definitiva del decreto, si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’emanazione delle disposizioni attuative che definiranno:
- modalità tecniche di accesso;
- procedure di accreditamento;
- tempi di aggiornamento dei dati;
- misure di sicurezza informatica.
L’obiettivo del Governo è rendere il registro pienamente operativo entro i prossimi mesi, in linea con gli standard europei di trasparenza finanziaria.
