Responsabilità del liquidatore e del socio unico: nessuna solidarietà automatica nei debiti tributari
In materia di riscossione dei tributi, uno dei principi cardine dell’ordinamento societario riguarda la netta separazione tra patrimonio della società e quello dei suoi soci o amministratori. Tale principio assume particolare rilievo anche in ambito fiscale, dove spesso si pone il tema della responsabilità per i debiti tributari non saldati.
Autonomia patrimoniale perfetta nelle società di capitali
Le società di capitali sono caratterizzate dalla cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta, che comporta una distinzione totale tra il patrimonio della società e quello delle persone fisiche che la compongono o la gestiscono.
Ciò significa che:
- l’attività svolta in nome della società è imputabile esclusivamente alla stessa;
- i debiti, inclusi quelli tributari, restano in capo alla società;
- né il socio unico né il liquidatore rispondono automaticamente con il proprio patrimonio personale.
Questo principio non ammette deroghe nemmeno in presenza di obbligazioni fiscali.
Nessuna responsabilità solidale automatica
Non può, dunque, configurarsi una responsabilità solidale diretta del liquidatore o del socio unico per i debiti tributari della società.
In altre parole, la semplice qualità di:
- liquidatore
- amministratore
- socio (anche unico)
non comporta, di per sé, un coinvolgimento diretto nell’obbligazione tributaria della società.
La responsabilità ex art. 36 del D.P.R. 602/1973
Diverso è il caso disciplinato dall’art. 36 del D.P.R. n. 602/1973, che prevede una forma di responsabilità specifica in capo a:
- liquidatori
- amministratori
- soci
Tale responsabilità presenta caratteristiche ben precise:
- non è tributaria, ma ha natura civilistica;
- è una responsabilità per obbligazione propria ex lege;
- non costituisce né successione né coobbligazione nei debiti fiscali della società.
Si tratta quindi di una responsabilità autonoma, che non deriva direttamente dal debito tributario, ma da specifici comportamenti o violazioni previsti dalla legge.
Necessità di un accertamento specifico
Affinché tale responsabilità possa essere fatta valere, è necessario che l’Amministrazione finanziaria proceda con un atto motivato, nel quale:
- vengano indicati i presupposti previsti dalla norma;
- siano forniti elementi probatori concreti;
- sia dimostrata la sussistenza delle condizioni di responsabilità.
Non è sufficiente, quindi, la mera notifica della cartella di pagamento al liquidatore o al socio per il debito accertato nei confronti della società.
Conclusioni
Il sistema normativo tutela in modo rigoroso l’autonomia delle società di capitali, evitando indebite estensioni della responsabilità tributaria ai soggetti che operano per conto della società.
Solo in presenza dei presupposti specifici previsti dalla legge e a seguito di un formale accertamento, può emergere una responsabilità personale di liquidatori, amministratori o soci, che resta comunque distinta e autonoma rispetto al debito fiscale della società.
