Rottamazione quater: entro il 31 maggio il pagamento della nuova rata per mantenere i benefici
Manca ormai poco alla scadenza del 31 maggio 2026, termine entro il quale i contribuenti che hanno aderito alla cosiddetta rottamazione quater dovranno effettuare il pagamento della rata prevista dal proprio piano di definizione agevolata comunicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La scadenza rappresenta un appuntamento particolarmente importante per chi ha scelto di regolarizzare i carichi affidati alla riscossione beneficiando delle agevolazioni introdotte dalla Legge n. 197/2022, commi da 231 a 252. Il mancato versamento, infatti, potrebbe comportare la perdita dei benefici previsti dalla misura.
Cos’è la rottamazione quater
La definizione agevolata, nota come “rottamazione quater”, consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 versando esclusivamente:
- le somme dovute a titolo di capitale;
- le spese per le procedure esecutive;
- i diritti di notifica.
Restano invece escluse dal pagamento:
- le sanzioni;
- gli interessi iscritti a ruolo;
- gli interessi di mora;
- l’aggio di riscossione.
Per le multe stradali e altre sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie o previdenziali, l’agevolazione riguarda principalmente l’abbattimento degli interessi e delle maggiorazioni previste dalla legge.
La scadenza del 31 maggio
Entro il 31 maggio i contribuenti dovranno versare la rata indicata nella “Comunicazione delle somme dovute” trasmessa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione dopo l’accoglimento della domanda di adesione.
Come previsto dalla normativa, sono comunque riconosciuti i cinque giorni di tolleranza. Pertanto, il pagamento sarà considerato tempestivo se effettuato entro il 5 giugno 2026.
Il rispetto delle scadenze è fondamentale: la definizione agevolata resta valida soltanto se i versamenti vengono effettuati integralmente e nei termini previsti.
Cosa accade in caso di mancato pagamento
La normativa prevede conseguenze precise per chi non versa la rata oppure effettua un pagamento tardivo o insufficiente.
In tali casi:
- si perde il beneficio della rottamazione quater;
- gli importi già versati vengono considerati come acconto sul debito residuo;
- riprendono le ordinarie attività di riscossione;
- tornano dovuti sanzioni, interessi e somme originariamente escluse dalla definizione agevolata.
Il contribuente potrebbe quindi vedersi nuovamente esposto a procedure cautelari ed esecutive, come fermi amministrativi, ipoteche o pignoramenti.
Modalità di pagamento
Il versamento può essere effettuato attraverso diverse modalità:
- online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- con domiciliazione bancaria;
- presso banche, uffici postali e tabaccai aderenti;
- tramite sportelli bancomat abilitati;
- utilizzando l’App IO o altri canali di pagamento PagoPA.
I moduli allegati alla comunicazione ricevuta devono essere utilizzati per eseguire correttamente il pagamento della rata.
Possibilità di recuperare i bollettini
Chi non fosse più in possesso della comunicazione originaria o dei bollettini di pagamento può scaricarne una copia direttamente dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione oppure richiederla attraverso i servizi online disponibili.
Un appuntamento decisivo per i contribuenti
La rottamazione quater continua a rappresentare una delle principali opportunità di regolarizzazione fiscale degli ultimi anni, permettendo a famiglie, professionisti e imprese di alleggerire il peso dei debiti iscritti a ruolo grazie all’eliminazione di sanzioni e interessi.
Proprio per questo motivo, il pagamento della rata in scadenza entro fine maggio assume un’importanza decisiva per mantenere i vantaggi della definizione agevolata e proseguire correttamente il piano di rientro concordato con il Fisco.
