Turismo, dal 1° giugno debutta la nuova SCIA per strutture ricettive: dubbi sul CIN e rischio blocchi burocratici

Dal 1° giugno entrano ufficialmente in vigore i nuovi moduli SCIA destinati agli operatori del settore turistico-ricettivo. Alberghi, campeggi, bed & breakfast, affittacamere, case vacanze e altre strutture dovranno utilizzare la nuova modulistica standardizzata per avviare, modificare o cessare l’attività.

L’aggiornamento rientra nel processo di uniformazione nazionale delle procedure amministrative previsto nell’ambito della semplificazione burocratica e della digitalizzazione degli sportelli SUAP comunali. Tuttavia, la partenza delle nuove SCIA rischia di essere accompagnata da criticità operative, soprattutto per quanto riguarda il CIN, il Codice Identificativo Nazionale delle strutture ricettive.

## Nuovi moduli SCIA per il turismo

La nuova modulistica riguarda le segnalazioni certificate di inizio attività presentate dagli operatori turistici ai Comuni tramite gli sportelli unici per le attività produttive (SUAP). I modelli aggiornati recepiscono le recenti disposizioni normative introdotte per il comparto turistico e mirano a creare un sistema uniforme su tutto il territorio nazionale.

Le nuove SCIA dovranno essere utilizzate non solo per l’apertura di nuove strutture, ma anche nei casi di:

– variazione dell’attività;
– modifica della capacità ricettiva;
– subingresso nella gestione;
– trasferimento della titolarità;
– cessazione dell’attività.

Tra le novità principali compare proprio l’obbligo di indicare il CIN, il Codice Identificativo Nazionale assegnato tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR).

## Il nodo del CIN: una procedura che rischia di bloccarsi

L’introduzione del CIN rappresenta uno degli strumenti scelti dal legislatore per contrastare abusivismo, evasione fiscale e irregolarità nel settore turistico, soprattutto nel comparto degli affitti brevi e delle locazioni turistiche.

Nella pratica, però, l’applicazione delle nuove regole sta facendo emergere una evidente criticità procedurale.

Per ottenere il CIN, infatti, il gestore della struttura deve inserire nella piattaforma ministeriale i dati relativi all’attività e indicare il protocollo della SCIA presentata al Comune.

Allo stesso tempo, però, nei nuovi moduli SCIA viene richiesto l’inserimento del CIN già in fase di presentazione della pratica.

Si crea quindi un vero e proprio “cortocircuito burocratico”:

– per ottenere il CIN serve la SCIA protocollata;
– per presentare la SCIA viene richiesto il CIN.

Una situazione che rischia di creare rallentamenti negli avvii delle attività e difficoltà operative per imprese, professionisti e intermediari che assistono gli operatori turistici.

## Possibili soluzioni operative

Molti operatori del settore auspicano che il problema venga corretto rapidamente durante la fase di implementazione dei sistemi informatici dei SUAP comunali.

Tra le ipotesi più probabili vi sono:

– la possibilità di presentare inizialmente la SCIA senza CIN;
– l’inserimento successivo del codice tramite integrazione documentale;
– campi facoltativi temporanei nei moduli telematici;
– procedure automatiche di interoperabilità tra SUAP e BDSR.

Non si esclude inoltre che possano arrivare chiarimenti ufficiali da parte del Ministero del Turismo o delle amministrazioni regionali per evitare blocchi amministrativi nelle prossime settimane.

## Attenzione alle sanzioni

Il CIN resta comunque un adempimento obbligatorio per tutte le strutture ricettive e per le locazioni turistiche. Il codice deve essere esposto all’esterno della struttura e indicato negli annunci pubblicati online sulle piattaforme di prenotazione.

L’assenza del CIN può comportare sanzioni amministrative anche rilevanti, oltre a possibili contestazioni da parte delle autorità competenti.

Per questo motivo gli operatori sono invitati a verificare attentamente:

– la corretta iscrizione nella BDSR;
– la conformità delle autorizzazioni comunali;
– la regolarità della SCIA;
– l’aggiornamento dei dati inseriti nelle piattaforme online.

## Una fase di transizione delicata

L’obiettivo della nuova disciplina è quello di creare maggiore trasparenza e uniformità nel settore turistico italiano, ma la fase iniziale di applicazione evidenzia ancora diversi aspetti tecnici da perfezionare.

La speranza degli operatori è che il coordinamento tra piattaforme ministeriali, Comuni e SUAP venga rapidamente migliorato, evitando che gli adempimenti amministrativi si trasformino in un ostacolo per le imprese del turismo, soprattutto in un periodo di forte attività stagionale.

Nei prossimi mesi sarà quindi fondamentale monitorare eventuali chiarimenti ufficiali e aggiornamenti procedurali che potrebbero semplificare il rilascio del CIN e la gestione delle nuove SCIA.