L’uscita dal regime forfettario rappresenta uno dei passaggi fiscali più delicati per professionisti e imprese individuali. Il cambio di regime comporta effetti rilevanti non solo sul calcolo delle imposte, ma anche sugli adempimenti IVA, sulle ritenute, sulla contabilità e sulla gestione dei costi deducibili.
In questa guida analizziamo in modo chiaro e completo cosa cambia passando dal forfettario al regime ordinario, quando avviene l’uscita e quali sono le principali conseguenze fiscali e operative.
1. Quando si esce dal regime forfettario
L’uscita dal forfettario può avvenire:
🔹 Per superamento dei limiti
- Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro → uscita dall’anno successivo
- Ricavi superiori a 100.000 euro → uscita immediata dal regime, già nell’anno in corso
🔹 Per perdita dei requisiti
Ad esempio:
- partecipazione in società di persone o SRL “trasparenti”
- controllo diretto o indiretto di SRL che svolgono attività riconducibili
- prevalenza di redditi da lavoro dipendente oltre i limiti previsti
🔹 Per scelta volontaria
Il contribuente può optare volontariamente per il regime ordinario, vincolandosi in genere per almeno tre anni.
2. Addio imposta sostitutiva: ritorna l’IRPEF progressiva
Nel regime forfettario il reddito è tassato con:
- imposta sostitutiva del 15%
- 5% per le nuove attività (per i primi 5 anni)
Con il passaggio al regime ordinario:
🔹 Si applica l’IRPEF progressiva
Il reddito viene tassato per scaglioni:
- 23%
- 35% (33% nuova aliquota dal 2026)
- 43%
(oltre alle addizionali regionali e comunali)
👉 L’impatto fiscale può aumentare sensibilmente, soprattutto per redditi medio-alti.
3. La grande novità: ritorna l’IVA
Uno degli effetti più immediati dell’uscita dal forfettario è il rientro nel sistema IVA.
🔹 Cosa cambia
- obbligo di addebitare l’IVA in fattura
- obbligo di liquidazioni IVA (mensili o trimestrali)
- presentazione della dichiarazione IVA annuale
- diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti
🔹 Attenzione alla prima fattura
Le fatture emesse dopo l’uscita dal forfettario:
- devono includere IVA
- non riportano più la dicitura di esonero
4. Ritenute d’acconto: da esonerati a soggetti ritenuti
Nel regime forfettario:
- niente ritenuta d’acconto subita
- niente ritenute operate (salvo casi specifici)
Nel regime ordinario:
🔹 Ritenute subite
- i compensi professionali sono soggetti a ritenuta del 20%
- la ritenuta diventa credito d’imposta da scomputare in dichiarazione
🔹 Ritenute operate
Se il contribuente paga:
- professionisti
- collaboratori
- agenti
diventa sostituto d’imposta, con obblighi di:
- versamento ritenute
- Certificazione Unica
- modello 770
5. Costi deducibili e detrazioni: il grande vantaggio dell’ordinario
Nel forfettario:
- i costi non sono deducibili
- il reddito è calcolato in modo forfettario tramite coefficiente
Nel regime ordinario:
🔹 Deducibilità dei costi
Sono deducibili (se inerenti):
- affitti
- utenze
- consulenze
- beni strumentali
- ammortamenti
- contributi previdenziali
🔹 Detrazioni IRPEF
Tornano disponibili:
- detrazioni per familiari a carico
- spese sanitarie
- interessi mutuo
- spese assicurative e previdenziali
👉 Per alcuni contribuenti, questi vantaggi possono compensare parzialmente l’aumento di imposta.
6. Cambia la contabilità: nuovi obblighi
L’uscita dal forfettario comporta anche un cambio sul piano operativo:
🔹 Obblighi principali
- tenuta della contabilità (semplificata o ordinaria)
- registri IVA
- liquidazioni periodiche
- dichiarazioni fiscali più complesse
👉 Nella maggior parte dei casi diventa necessario il supporto di un commercialista.
7. Effetti su acconti e versamenti
Nel primo anno di regime ordinario:
- possono scattare acconti IRPEF elevati
- basati sull’imposta dovuta per l’anno di passaggio
⚠️ È uno degli aspetti più critici da pianificare per evitare problemi di liquidità.
8. Conviene uscire dal forfettario?
La risposta dipende da:
- livello di ricavi
- struttura dei costi
- tipologia di clienti (privati o soggetti IVA)
- presenza di detrazioni e oneri deducibili
👉 In alcuni casi l’uscita è penalizzante, in altri può essere fiscalmente neutra o persino conveniente.
Conclusione
L’uscita dal regime forfettario non è solo un cambio di aliquota, ma un vero cambio di sistema fiscale: IRPEF progressiva, IVA, ritenute, contabilità e nuovi adempimenti.
Affrontare il passaggio con consapevolezza e pianificazione è fondamentale per evitare errori, sanzioni e sorprese fiscali.
