La Guardia di Finanza ha avviato una nuova e mirata attività di controllo sulle operazioni in criptovalute che riguarda il triennio 2023–2025, rafforzando l’attenzione sul corretto adempimento degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti.
L’innesco delle verifiche sarà rappresentato, in particolare, dalle incongruenze riscontrate tra i dati trasmessi dai gestori e intermediari di cripto-attività – come exchange e piattaforme di custodia – e le dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti. Le anomalie più frequenti riguarderanno l’assenza dei quadri dedicati al monitoraggio fiscale (in particolare il quadro RW) nonché la mancata indicazione delle plusvalenze realizzate attraverso operazioni di compravendita, conversione o utilizzo di cripto-attività.
L’attività ispettiva si inserisce nel più ampio contesto di rafforzamento dello scambio informativo tra operatori del settore, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, anche alla luce delle nuove normative europee e nazionali in materia di tracciabilità delle cripto-attività. I gestori sono infatti tenuti a comunicare dati relativi ai saldi, alle movimentazioni e ai titolari dei wallet, consentendo all’Amministrazione finanziaria di effettuare controlli incrociati sempre più puntuali.
Le verifiche potranno portare al recupero delle imposte non versate, all’applicazione di sanzioni amministrative per omessa o infedele dichiarazione e, nei casi più gravi, all’avvio di procedimenti penali qualora emergano profili di rilevanza penale, come l’occultamento di redditi o l’utilizzo delle cripto-attività per finalità elusive.
L’azione della Guardia di Finanza rappresenta quindi un chiaro segnale dell’intenzione dello Stato di contrastare l’evasione fiscale nel settore delle criptovalute, invitando i contribuenti a verificare con attenzione la propria posizione fiscale e, se necessario, a regolarizzare spontaneamente eventuali omissioni prima dell’avvio di controlli formali.
