Pacchi low cost dalla Cina: dal 1° luglio 2026 arrivano i nuovi dazi Ue

L’Unione europea cambia le regole sulle importazioni di piccolo valore provenienti dai Paesi extra-Ue. Con il regolamento Ue 2026/382 viene infatti introdotto un nuovo sistema doganale destinato a colpire soprattutto il fenomeno dei pacchi low cost acquistati online attraverso piattaforme di e-commerce internazionali.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con l’avviso pubblicato il 15 maggio 2026, ha fornito le prime istruzioni operative relative alle procedure doganali e ai nuovi tracciati dichiarativi che dovranno essere utilizzati dagli operatori del settore.

La riforma interesserà milioni di spedizioni provenienti soprattutto dalla Cina, ma anche da tutti gli altri Paesi extra-Ue, introducendo dazi anche per i prodotti di valore inferiore a 150 euro, finora spesso esclusi dall’applicazione delle tariffe doganali.

Fine delle agevolazioni per i pacchi di piccolo valore

Negli ultimi anni il commercio elettronico internazionale ha registrato una crescita enorme, trainata dalle piattaforme asiatiche che vendono prodotti a prezzi molto bassi direttamente ai consumatori europei.

Il sistema attuale consentiva, in molti casi, di beneficiare di procedure semplificate per le spedizioni di modesto valore, favorendo un forte incremento degli acquisti online di:

  • accessori elettronici;
  • abbigliamento;
  • piccoli elettrodomestici;
  • gadget;
  • articoli per la casa;
  • prodotti low cost venduti tramite marketplace internazionali.

Secondo le istituzioni europee, il meccanismo ha però generato forti squilibri concorrenziali a danno delle imprese europee, oltre a creare difficoltà nei controlli fiscali e doganali.

Dal 1° luglio 2026 scatta il dazio fisso

La prima fase della riforma entrerà in vigore dal 1° luglio 2026.

Da tale data tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue saranno assoggettate a un dazio doganale forfettario pari a 3 euro.

La misura avrà carattere transitorio e resterà operativa fino al 1° luglio 2028.

Il nuovo importo sarà applicato:

  • a ciascun articolo importato;
  • indipendentemente dal tipo di merce;
  • tramite una procedura semplificata di dichiarazione doganale.

Ciò significa che anche gli acquisti di piccolo importo effettuati dai consumatori privati potranno subire un aumento del costo finale.

Nuove procedure doganali e tracciati dichiarativi

L’avviso dell’Agenzia delle Dogane contiene le prime indicazioni tecniche rivolte a:

  • operatori logistici;
  • corrieri espressi;
  • spedizionieri;
  • piattaforme di e-commerce;
  • soggetti che effettuano dichiarazioni doganali.

Saranno introdotti nuovi tracciati informatici per consentire la gestione automatizzata delle dichiarazioni relative alle spedizioni low value.

L’obiettivo dell’Unione europea è rafforzare:

  • la tracciabilità delle merci;
  • i controlli antifrode;
  • la corretta riscossione dei dazi;
  • il monitoraggio dei flussi commerciali provenienti dai Paesi extra-Ue.

Particolare attenzione verrà posta sulle importazioni provenienti dalla Cina, considerate tra le principali fonti di spedizioni a basso costo verso il mercato europeo.

Dal 2028 entrerà in vigore il sistema definitivo

Il regime transitorio terminerà il 1° luglio 2028.

Da quel momento non sarà più applicabile il dazio fisso da 3 euro e entrerà pienamente in funzione il sistema ordinario basato sulla Taric, la tariffa doganale integrata dell’Unione europea.

La Commissione europea prevede infatti che ogni prodotto venga assoggettato al dazio specifico previsto dalla classificazione doganale comunitaria.

Le aliquote varieranno quindi in base:

  • alla tipologia del prodotto;
  • al Paese di provenienza;
  • alla classificazione merceologica;
  • alle eventuali misure commerciali applicabili.

Per alcuni articoli i dazi potranno risultare superiori rispetto alla tariffa fissa prevista nella fase transitoria.

Impatti per consumatori e marketplace

La riforma avrà effetti diretti sia sui consumatori sia sulle grandi piattaforme internazionali di e-commerce.

I principali effetti attesi sono:

  • aumento dei costi per gli acquisti extra-Ue;
  • tempi di sdoganamento più controllati;
  • maggiori obblighi informativi per gli operatori;
  • incremento dei controlli sulle importazioni;
  • riduzione del vantaggio competitivo dei prodotti low cost extraeuropei.

Le nuove regole potrebbero incidere in particolare sui marketplace specializzati in vendite a basso prezzo e spedizioni massive verso l’Europa.

Obiettivo: contrastare evasione e concorrenza sleale

La riforma rientra nel più ampio piano europeo di modernizzazione del sistema doganale e di contrasto all’evasione fiscale legata all’e-commerce internazionale.

Secondo le istituzioni europee, l’introduzione dei nuovi dazi consentirà di:

  • garantire maggiore equità fiscale;
  • rafforzare la competitività delle imprese europee;
  • migliorare i controlli sulle merci importate;
  • contrastare fenomeni di sottovalutazione delle spedizioni.

Nei prossimi mesi l’Agenzia delle Dogane pubblicherà ulteriori istruzioni operative per consentire agli operatori economici di adeguare i propri sistemi informatici alle nuove procedure previste dal regolamento europeo.