Split Payment prorogato fino al 30 giugno 2029: dall’Unione Europea l’ultimo via libera all’Italia
Nuova proroga per il meccanismo anti-evasione IVA
L’Unione Europea ha autorizzato l’Italia a proseguire l’applicazione del regime dello split payment fino al 30 giugno 2029. La decisione rappresenta la terza proroga concessa da Bruxelles dopo quelle già accordate nel 2020 e nel 2023, consentendo così al nostro Paese di mantenere in vigore uno degli strumenti più incisivi adottati negli ultimi anni per il contrasto all’evasione dell’IVA.
La Commissione Europea, pur accogliendo la richiesta italiana, ha tuttavia precisato che questa estensione dovrà essere considerata l’ultima deroga alla disciplina ordinaria prevista dalla Direttiva IVA. Il messaggio proveniente dalle istituzioni europee è chiaro: il sistema fiscale italiano dovrà progressivamente fare affidamento sugli strumenti digitali di controllo e monitoraggio ormai pienamente operativi, in particolare sulla fatturazione elettronica.
Cos’è lo split payment
Lo split payment, introdotto in Italia dal 2015, modifica il normale meccanismo di versamento dell’IVA nelle operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e di determinati enti pubblici.
In pratica, il fornitore emette la fattura indicando l’IVA dovuta, ma non incassa l’imposta. Sarà infatti l’ente pubblico committente a versare direttamente l’IVA all’Erario, trattenendola dal pagamento effettuato al fornitore.
Questo sistema consente di evitare che l’imposta venga riscossa dal cedente o prestatore senza poi essere riversata all’Amministrazione finanziaria, fenomeno che in passato aveva generato significative perdite di gettito.
Gli obiettivi della proroga
Secondo la Commissione Europea, il periodo aggiuntivo fino al 2029 dovrà consentire all’Italia di completare la valutazione sull’efficacia delle misure adottate per contrastare l’evasione fiscale nei settori interessati.
Le autorità italiane avranno quindi il compito di dimostrare che:
- lo split payment continua a garantire un effettivo recupero di gettito;
- il sistema produce benefici superiori agli oneri amministrativi generati per imprese ed enti;
- gli strumenti digitali introdotti negli ultimi anni possono progressivamente sostituire il regime derogatorio.
La proroga rappresenta dunque una fase transitoria destinata a favorire il passaggio verso un sistema di controllo dell’IVA basato principalmente sulla digitalizzazione dei processi fiscali.
Il ruolo della fatturazione elettronica
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dalla Commissione Europea riguarda l’evoluzione del sistema di fatturazione elettronica, che ha trasformato profondamente i controlli fiscali in Italia.
Grazie all’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica e alla trasmissione dei dati tramite il Sistema di Interscambio (SdI), l’Agenzia delle Entrate è oggi in grado di monitorare in tempo quasi reale:
- le operazioni effettuate verso le pubbliche amministrazioni;
- gli importi imponibili e l’IVA esposta in fattura;
- la corretta registrazione delle operazioni da parte dei soggetti coinvolti;
- eventuali anomalie o comportamenti a rischio evasione.
La disponibilità immediata dei dati fiscali consente controlli molto più efficaci rispetto al passato e riduce significativamente il rischio di omessi versamenti.
Perché Bruxelles parla di “ultima proroga”
La normativa europea in materia di IVA prevede che eventuali deroghe possano essere concesse solo in presenza di specifiche esigenze e per periodi limitati.
Secondo la Commissione, l’Italia dispone ormai di strumenti tecnologici sufficientemente avanzati per garantire un elevato livello di controllo delle operazioni IVA senza ricorrere stabilmente a misure eccezionali come lo split payment.
L’esperienza maturata con la fatturazione elettronica, l’interoperabilità delle banche dati fiscali e l’utilizzo crescente di sistemi automatizzati di verifica dovrebbero consentire, nei prossimi anni, di sostituire progressivamente il meccanismo della scissione dei pagamenti.
Per questo motivo Bruxelles ha chiarito che il termine del 30 giugno 2029 dovrà rappresentare il punto di arrivo del regime derogatorio attualmente applicato dall’Italia.
Impatti per imprese e professionisti
Per i fornitori della Pubblica Amministrazione non vi saranno cambiamenti immediati. Continueranno infatti ad applicarsi le regole attualmente vigenti:
- emissione della fattura con indicazione dello split payment;
- incasso del solo imponibile;
- versamento dell’IVA effettuato direttamente dall’ente pubblico.
Permangono tuttavia alcune criticità, soprattutto per le imprese che operano prevalentemente con la Pubblica Amministrazione e che accumulano crediti IVA strutturali, dovendo attendere i relativi rimborsi o utilizzare i crediti in compensazione.
Conclusioni
La proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029 conferma la volontà dell’Italia di mantenere attivi gli strumenti che hanno contribuito al recupero del gettito IVA e alla riduzione dell’evasione fiscale. Tuttavia, il via libera dell’Unione Europea è accompagnato da un chiaro avvertimento: questa dovrebbe essere l’ultima estensione concessa.
Nei prossimi anni sarà quindi fondamentale verificare se la combinazione tra fatturazione elettronica, controlli digitali e interoperabilità delle banche dati fiscali sarà in grado di garantire gli stessi risultati ottenuti attraverso il meccanismo della scissione dei pagamenti, consentendo il definitivo ritorno alle regole ordinarie previste dalla disciplina IVA europea.
