Fisco, dopo la pausa estiva ripartono controlli, lettere di compliance e cartelle esattoriali
Con la fine della pausa estiva torna a pieno regime l’attività dell’amministrazione finanziaria. Da settembre riprende infatti l’ordinaria trasmissione degli atti fiscali che, durante il periodo feriale, erano rimasti temporaneamente sospesi, salvo le situazioni considerate urgenti e indifferibili.
Per contribuenti, imprese e professionisti si apre quindi una fase caratterizzata dalla progressiva ripresa delle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, delle lettere di compliance e degli avvisi relativi a possibili irregolarità. Parallelamente, torna a muoversi anche il sistema della riscossione, con la ripartenza degli atti che erano rimasti congelati durante la sospensione estiva.
Ripartono le lettere di compliance
Uno dei primi segnali della ripresa dell’attività riguarda le cosiddette lettere di compliance, cioè le comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate segnala al contribuente una possibile anomalia riscontrata nelle informazioni disponibili all’amministrazione.
Non si tratta, in senso stretto, di un accertamento fiscale né di una cartella esattoriale. L’obiettivo di queste comunicazioni è soprattutto quello di consentire al contribuente di verificare la propria posizione e, quando necessario, correggere spontaneamente eventuali errori o omissioni.
La compliance rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso cui il Fisco cerca di favorire l’adempimento spontaneo, evitando che una possibile irregolarità si trasformi successivamente in un contenzioso o in un accertamento più oneroso.
Chi riceverà una comunicazione dovrà prestare particolare attenzione ai dati indicati dall’Agenzia, verificando la propria documentazione fiscale e valutando se l’anomalia segnalata sia effettivamente fondata.
Tornano anche le comunicazioni di irregolarità
Con la ripresa dell’attività ordinaria ricominciano anche gli invii delle comunicazioni di irregolarità, comunemente conosciute come “avvisi bonari”.
Queste comunicazioni possono essere emesse, per esempio, a seguito dei controlli automatici o dei controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi e hanno lo scopo di informare il contribuente della presenza di somme che, secondo i controlli effettuati dall’amministrazione, risultano dovute.
L’avviso bonario non equivale a una cartella esattoriale. Al contribuente viene infatti data la possibilità di regolarizzare la posizione pagando quanto richiesto, generalmente beneficiando di un regime sanzionatorio più favorevole rispetto a quello applicabile in caso di mancato pagamento e successiva iscrizione a ruolo.
È proprio per questo che la ricezione della comunicazione non dovrebbe essere ignorata: verificare tempestivamente l’atto può permettere di individuare eventuali errori e, se la richiesta è corretta, di evitare l’aggravarsi del debito.
Dal 5 settembre torna a decorrere il termine ordinario
Particolare attenzione dovrà essere prestata anche alle scadenze.
La sospensione estiva incide infatti sul computo dei termini relativi ad alcuni atti dell’amministrazione finanziaria. Per gli avvisi bonari, il conteggio dei giorni a disposizione per effettuare il pagamento torna alla disciplina ordinaria a partire dal 5 settembre.
Il ritorno alla normalità dei termini significa che contribuenti e professionisti dovranno tornare a monitorare con precisione le date riportate nelle comunicazioni ricevute, evitando di considerare automaticamente prorogati tutti i termini per effetto della pausa estiva.
La regola generale resta quella di distinguere attentamente tra la data di ricezione dell’atto, il termine previsto per il pagamento e gli eventuali periodi di sospensione stabiliti dalla normativa.
In arrivo anche le cartelle esattoriali
La ripresa non riguarda soltanto l’Agenzia delle Entrate. Anche la macchina della riscossione torna progressivamente alla normalità.
Gli atti di riscossione che erano stati interessati dalla sospensione estiva possono quindi tornare a essere notificati, con la conseguenza che nelle prossime settimane molti contribuenti potrebbero ricevere cartelle di pagamento, intimazioni o altri atti dell’agente della riscossione.
La cartella rappresenta una fase successiva rispetto alla semplice comunicazione di irregolarità: il debito è ormai affidato alla riscossione e il contribuente deve prestare particolare attenzione ai termini indicati nell’atto.
La ricezione di una cartella non significa necessariamente che l’importo richiesto sia incontestabile. In presenza di errori, pagamenti già effettuati, prescrizione o altre circostanze che incidono sulla legittimità della pretesa, è possibile verificare la propria posizione e, quando ne ricorrono i presupposti, procedere con gli strumenti previsti dalla legge.
Una ripartenza che richiede attenzione
La fine della pausa estiva rappresenta dunque un vero e proprio “risveglio” dell’attività fiscale e della riscossione. Le comunicazioni rimaste temporaneamente sospese possono tornare a essere inviate e gli atti già predisposti possono riprendere il loro normale iter.
Per contribuenti e imprese il consiglio, soprattutto in questa fase, è di non limitarsi a controllare la posta ordinaria, ma di verificare con regolarità anche il proprio cassetto fiscale e, quando pertinente, l’area riservata dei servizi di riscossione.
Un controllo tempestivo può fare la differenza: consente infatti di individuare rapidamente eventuali anomalie, chiedere chiarimenti, correggere errori oppure valutare le modalità più convenienti per regolarizzare una posizione debitoria.
La ripartenza di settembre, in altre parole, non significa soltanto una maggiore quantità di atti in arrivo. Significa soprattutto che tornano a essere centrali scadenze, termini di pagamento e possibilità di regolarizzazione. Ignorare una comunicazione del Fisco può trasformare un problema inizialmente gestibile in un debito più difficile e costoso da risolvere.
