Fisco, al via i controlli automatici incrociati su fatture elettroniche, corrispettivi e LIPE
Con il provvedimento del 28 agosto, l’Agenzia delle Entrate avvia una nuova fase dei controlli automatici basata sull’incrocio dei dati fiscali disponibili. Nel mirino finiscono, in particolare, le informazioni contenute nelle fatture elettroniche, nei corrispettivi telematici e nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva (LIPE).
L’obiettivo è individuare in modo automatizzato eventuali incoerenze tra i dati trasmessi dai contribuenti e quelli risultanti nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria. Si rafforza così un sistema di controllo che punta sempre di più sull’elaborazione e sul confronto delle informazioni già disponibili.
Controlli incrociati e anomalie
Il sistema consente di confrontare le diverse informazioni fiscali riferite allo stesso contribuente. Eventuali differenze possono far emergere anomalie che diventano oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.
La logica è quella del controllo automatizzato: le informazioni vengono analizzate attraverso procedure informatiche e, in presenza di elementi che non risultano coerenti, il contribuente può essere chiamato a fornire chiarimenti.
L’utilizzo delle LIPE nei controlli automatizzati non è una novità assoluta. L’Agenzia delle Entrate già prevede controlli sulle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva e, quando vengono individuate incoerenze, può mettere a disposizione del contribuente una comunicazione per consentirgli di verificare la propria posizione. (Agenzia Entrate)
Sanzioni fino al 120%
Uno degli aspetti di maggiore rilievo del nuovo intervento riguarda il regime sanzionatorio, che può arrivare al 120% nei casi previsti dal provvedimento.
Il dato rende particolarmente importante la fase successiva alla comunicazione dell’anomalia: il contribuente dispone infatti di un periodo di 60 giorni per instaurare il dialogo con l’Amministrazione finanziaria e fornire gli elementi necessari a chiarire la propria posizione.
La finalità è consentire la correzione di eventuali errori o la spiegazione delle differenze prima che la procedura produca conseguenze definitive.
Sessanta giorni per il confronto con il Fisco
Il termine di 60 giorni rappresenta quindi uno spazio destinato al confronto tra contribuente e Agenzia delle Entrate.
In questa fase sarà possibile verificare i dati utilizzati per il controllo e chiarire eventuali disallineamenti. Il contribuente potrà quindi intervenire sulla posizione segnalata, evitando che un’anomalia derivante dall’incrocio automatico dei dati venga automaticamente considerata come una violazione non giustificata.
Il meccanismo si inserisce nella più ampia evoluzione dei controlli fiscali, sempre più fondati sull’utilizzo dei dati già trasmessi all’Amministrazione finanziaria.
Escluse le compensazioni
Un ulteriore elemento previsto dal provvedimento riguarda le compensazioni. Le somme interessate dalle contestazioni non potranno essere compensate attraverso l’utilizzo di crediti disponibili.
La previsione rende quindi necessario prestare particolare attenzione alle comunicazioni ricevute e ai termini previsti per il confronto con l’Agenzia delle Entrate.
Un controllo sempre più automatizzato
L’incrocio tra fatture elettroniche, corrispettivi e LIPE porta avanti il processo di digitalizzazione dei controlli fiscali. L’Amministrazione finanziaria dispone infatti di una quantità crescente di informazioni trasmesse direttamente dai contribuenti e può utilizzarle per effettuare verifiche automatizzate.
Per imprese e professionisti diventa quindi fondamentale verificare la coerenza tra i diversi adempimenti e intervenire tempestivamente in presenza di eventuali anomalie.
Il provvedimento del 28 agosto segna, in questo quadro, un ulteriore passaggio verso controlli basati sull’elaborazione automatica dei dati e sull’incrocio delle informazioni fiscali.
