Bonus mamme 2026, fino a 720 euro a dicembre: ecco chi ne ha diritto e come ottenere il contributo

L’INPS chiarisce le regole per il sostegno economico destinato alle madri lavoratrici. Previsti 60 euro per ogni mese utile, fino a un massimo di 720 euro. Per accedere al beneficio occorre rispettare i requisiti familiari e reddituali e presentare domanda. Escluse alcune categorie di lavoratrici già beneficiarie di agevolazioni contributive.

Arrivano le istruzioni operative per il Bonus mamme 2026, il contributo economico destinato alle lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. L’INPS, con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, ha illustrato le modalità di accesso alla misura, confermando il pagamento delle somme spettanti in un’unica soluzione nel mese di dicembre.

Il contributo rappresenta una misura temporanea di sostegno al reddito, introdotta in attesa dell’effettiva entrata in vigore della decontribuzione prevista per le madri lavoratrici, la cui decorrenza è stata rinviata al 2027.

La novità più rilevante riguarda l’importo: per il 2026 il bonus sale a 60 euro mensili, rispetto ai 40 euro previsti nel 2025. Le lavoratrici che possiedono tutti i requisiti per l’intero anno possono quindi ricevere fino a 720 euro complessivi.

Non si tratta, tuttavia, di un pagamento automatico destinato indistintamente a tutte le madri che lavorano. Per ottenere il beneficio è necessario verificare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e inoltrare l’apposita richiesta all’Istituto previdenziale.

Bonus mamme 2026, quanto spetta e come viene calcolato

Il nuovo Bonus mamme riconosce un contributo di 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, nel quale risulta in essere il rapporto di lavoro dipendente oppure viene svolta l’attività lavorativa autonoma, nel rispetto delle condizioni stabilite dall’INPS.

L’importo massimo annuale è pari a 720 euro, corrispondenti a dodici mensilità da 60 euro ciascuna.

La somma effettivamente riconosciuta dipende, quindi, dai mesi per i quali la lavoratrice matura il diritto al beneficio.

A titolo esemplificativo:

  • per tre mensilità spettano 180 euro;
  • per sei mensilità spettano 360 euro;
  • per nove mensilità spettano 540 euro;
  • per dodici mensilità spettano 720 euro.

Il meccanismo consente di riconoscere il contributo anche alle lavoratrici che maturano i requisiti nel corso del 2026, senza richiedere necessariamente che la condizione lavorativa e familiare sia rimasta invariata per tutto l’anno.

Le somme maturate saranno corrisposte in un’unica soluzione a dicembre, anziché attraverso accrediti mensili. Per questo motivo, il pagamento potrebbe variare sensibilmente da una beneficiaria all’altra, in base al numero di mensilità riconosciute.

Chi può richiedere il Bonus mamme 2026

La platea delle beneficiarie comprende le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, con esclusione delle lavoratrici domestiche, e le lavoratrici autonome che rientrano nelle categorie previdenziali previste dalla disciplina.

Possono accedere alla misura le madri con almeno due figli, purché rispettino anche le condizioni relative all’età dei figli e il limite di reddito individuale.

In particolare, sono previste due situazioni.

Madri con due figli. Il contributo spetta alle lavoratrici con due figli, a condizione che il più piccolo non abbia ancora compiuto dieci anni.

Madri con almeno tre figli. Il beneficio può essere riconosciuto alle lavoratrici con tre o più figli, purché il più piccolo sia minorenne e non abbia ancora compiuto diciotto anni.

Nel conteggio sono considerati anche i figli adottati e quelli in affidamento preadottivo, secondo le condizioni indicate dall’INPS.

Il requisito familiare deve essere posseduto al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre dello stesso anno. Se la condizione necessaria si verifica durante l’anno, il diritto al contributo decorre dal mese in cui vengono soddisfatti i requisiti, fermo restando il rispetto delle altre condizioni previste.

Il limite di reddito: soglia massima di 40.000 euro

Per ottenere il Bonus mamme è necessario rispettare un preciso requisito economico.

Il reddito da lavoro della richiedente, riferito al 2026, non deve superare i 40.000 euro annui. Il limite riguarda la madre lavoratrice e non il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare.

Ai fini della verifica occorre considerare i redditi da lavoro dipendente e autonomo secondo i criteri stabiliti dall’INPS, comprese le eventuali componenti soggette a regimi fiscali agevolati o a tassazione sostitutiva.

La soglia reddituale costituisce uno dei principali elementi da controllare prima di presentare la domanda. Anche in presenza del numero di figli richiesto e di un rapporto di lavoro attivo, il superamento del limite previsto impedisce infatti l’accesso al beneficio.

È quindi importante valutare la propria situazione reddituale complessiva per il 2026, soprattutto per chi ha svolto più attività lavorative o ha percepito redditi da differenti fonti professionali.

Lavoratrici dipendenti e autonome: quali categorie sono comprese

Il Bonus mamme 2026 si rivolge a una platea articolata di lavoratrici.

Tra le dipendenti rientrano, in presenza degli altri requisiti, le lavoratrici del settore pubblico e privato. La tipologia contrattuale deve comunque essere verificata alla luce delle indicazioni dell’INPS.

Possono inoltre accedere al contributo le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie interessate dalla misura, comprese le professioniste iscritte alle rispettive casse previdenziali e le lavoratrici appartenenti alla Gestione separata, secondo le condizioni applicabili a ciascuna categoria.

Restano invece escluse le lavoratrici domestiche, come colf e badanti.

Per le lavoratrici autonome è particolarmente importante verificare i periodi di effettiva attività e la propria posizione previdenziale, perché il calcolo delle mensilità spettanti può seguire criteri differenti rispetto a quelli applicati al lavoro dipendente.

Chi è esclusa: attenzione alle madri con tre o più figli

Una delle principali esclusioni riguarda le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli che beneficiano già dell’esonero contributivo previsto per questa categoria.

In questi casi, il Bonus mamme 2026 non spetta per i periodi in cui opera l’agevolazione contributiva incompatibile con il nuovo contributo.

Il motivo è legato al coordinamento tra le diverse misure di sostegno: il legislatore ha previsto strumenti distinti, che non possono essere cumulati indiscriminatamente per gli stessi periodi.

L’esonero contributivo consente alle lavoratrici interessate di beneficiare di una riduzione dei contributi previdenziali a proprio carico, con effetti diretti sulla trattenuta in busta paga. Per i rapporti di lavoro interessati, l’aliquota ordinaria a carico della dipendente può comprendere una quota pari al 9,19%, fermo restando che l’effettiva trattenuta dipende dalla posizione contributiva e dalle condizioni applicabili.

La distinzione è importante: mentre il Bonus mamme consiste in un contributo economico riconosciuto dall’INPS, l’esonero agisce direttamente sulla contribuzione previdenziale.

Prima di presentare la domanda, le lavoratrici con almeno tre figli e un contratto a tempo indeterminato dovrebbero quindi verificare con attenzione la propria posizione, per accertare se rientrino tra le beneficiarie dell’esonero e quali periodi siano eventualmente interessati dall’incompatibilità.

Perché il bonus è stato confermato anche nel 2026

Il contributo si inserisce nel quadro degli interventi a sostegno delle madri lavoratrici e delle famiglie con figli.

La misura per il 2026 ha carattere transitorio: serve a garantire un sostegno economico nel periodo che precede l’entrata in vigore della decontribuzione prevista dal 2027.

Il differimento del nuovo esonero contributivo ha reso necessario individuare uno strumento alternativo per l’anno in corso. Il bonus permette così di riconoscere un importo direttamente alle lavoratrici che soddisfano i requisiti, senza attendere l’attuazione della misura strutturale.

L’aumento da 40 a 60 euro mensili rispetto al 2025 determina un incremento del 50% dell’importo mensile. Per chi matura il diritto per tutti i dodici mesi, il contributo massimo raggiunge dunque 720 euro.

Si tratta di una somma che può rappresentare un aiuto per le spese familiari, pur non sostituendo gli interventi di più ampio respiro destinati a favorire l’occupazione femminile e la conciliazione tra lavoro e responsabilità genitoriali.

Domanda all’INPS: come ottenere il contributo

Per ricevere il Bonus mamme 2026 è necessario presentare domanda all’INPS attraverso la procedura prevista dall’Istituto.

La circolare n. 106 del 16 ottobre 2026 fornisce le istruzioni amministrative e operative per l’accesso alla prestazione. Le lavoratrici interessate devono verificare l’apertura del servizio telematico e le indicazioni ufficiali relative alla presentazione delle richieste.

Per consultare gli aggiornamenti è possibile fare riferimento al portale istituzionale dell’INPS, accedendo alla sezione dedicata alle prestazioni e ai servizi.

Prima di inoltrare la domanda, è opportuno controllare:

  • il numero e l’età dei figli;
  • la propria condizione lavorativa e previdenziale;
  • il reddito da lavoro percepito nel 2026;
  • gli eventuali periodi di incompatibilità con altri benefici contributivi;
  • i mesi per i quali si ritiene di possedere i requisiti.

La verifica preventiva è particolarmente importante per chi ha cambiato lavoro durante l’anno, ha alternato periodi di attività e inattività oppure ha raggiunto il requisito familiare soltanto negli ultimi mesi.

Pagamento a dicembre: quando arriveranno i 720 euro

Il calendario dei pagamenti prevede l’erogazione del contributo in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026.

Non è quindi previsto, per questa misura, un accredito ordinario di 60 euro ogni mese. L’importo maturato sarà liquidato complessivamente, fino al tetto massimo di 720 euro.

La somma effettiva dipenderà dal numero di mensilità riconosciute e dalla verifica dei requisiti. Il pagamento massimo è riservato alle lavoratrici che maturano il diritto per dodici mesi; chi soddisfa le condizioni soltanto per una parte dell’anno riceverà un importo inferiore.

Per le potenziali beneficiarie, il passaggio decisivo resta dunque la presentazione della domanda secondo le istruzioni ufficiali e la verifica della propria posizione.

Bonus mamme 2026, cosa sapere in sintesi

Il nuovo contributo INPS riconosce fino a 720 euro alle madri lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro nel 2026.

L’importo è pari a 60 euro per ogni mese utile, fino a un massimo di dodici mensilità, e sarà pagato in un’unica soluzione a dicembre.

Possono accedere alla misura le lavoratrici dipendenti, escluse le domestiche, e le autonome che rispettano i requisiti previsti. Sono invece escluse, per i periodi interessati dall’incompatibilità, le madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato che beneficiano dell’esonero contributivo previsto dalla normativa.

La circolare INPS n. 106/2026 rappresenta quindi il riferimento operativo per individuare le beneficiarie e verificare le condizioni di accesso. Per chi possiede i requisiti, il consiglio è controllare le indicazioni pubblicate dall’Istituto e seguire la procedura di domanda, così da non perdere l’opportunità di ricevere il contributo previsto per l’anno in corso.