A poco più di un mese dal termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, si affaccia un ostacolo per i tanto attesi ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) che, ad oggi, sembrano bloccati poiché ancora non è stato fornito il software necessario per l’applicazione di questi strumenti, nati per sostituire studi di settore e parametri.

Da qui si presuppone, da parte del Governo, una proroga dei termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, almeno per quei soggetti tenuti ad applicare l’ISA.

In attesa di questa proroga, resta in piedi un altro problema, oltre quello dei tempi stretti: il disagio per un’operazione partita con l’obiettivo della semplificazione fiscale che invece, di contro, sta rallentando il lavoro. Tra l’altro, su questo fronte degli Indici di Affidabilità, il Governo ha messo a bilancio 1,6 miliardi di euro, intoccabili e non dirottabili in altri capitoli.

E certo, dal punto di vista della semplificazione, non si può nemmeno ben sperare visto che, oltre alla compilazione di modelli simili a quelli previsti per gli Studi di Settore, sono stati inseriti obblighi ulteriori, come quello di andare a ricercare una serie di dati nel cassetto fiscale del contribuente, verificarli e importarli nel software di calcolo.

Ritardo per ritardo, deve aggiungersi anche quello che riguarda il provvedimento che disciplina i livelli di premialità, che ha già fatto slittare al prossimo anno i benefici in materia di Iva, ma soprattutto la mancanza, appunto, del software di calcolo che non consente di capire su quale livello di affidabilità fiscale le imprese interessate sono posizionate.

Insomma, una novità che avrebbe dovuto migliorare il rapporto tra fisco e contribuente, ma che attualmente sta destando soltanto molta preoccupazione e attesa tra le imprese e i professionisti che le assistono.

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