Diritto annuale CCIAA più caro: aumento del 20% per il triennio 2026-2028
Arriva un nuovo aumento dei costi a carico delle imprese iscritte al Registro delle imprese delle Camere di Commercio. Con un decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è stato infatti autorizzato l’incremento del 20% del diritto annuale camerale dovuto dalle imprese per ciascuno degli anni del triennio 2026-2028.
La misura riguarda il diritto annuale versato alle Camere di Commercio per l’iscrizione o l’annotazione nel Registro delle imprese, contributo obbligatorio che rappresenta una delle principali fonti di finanziamento del sistema camerale italiano.
Cos’è il diritto annuale camerale
Il diritto annuale è un tributo obbligatorio dovuto da tutte le imprese iscritte o annotate presso il Registro delle imprese tenuto dalle Camere di Commercio. Il pagamento deve essere effettuato ogni anno e varia in base alla tipologia di impresa, alla forma giuridica e, per alcuni soggetti, anche al volume di fatturato realizzato.
Sono tenuti al versamento:
- imprese individuali;
- società di persone;
- società di capitali;
- cooperative;
- consorzi;
- unità locali e sedi secondarie;
- altri soggetti iscritti nel Registro delle imprese o nel REA.
Le somme raccolte vengono utilizzate per finanziare servizi alle imprese, digitalizzazione, sostegno all’internazionalizzazione, formazione, orientamento al lavoro e progetti di sviluppo economico territoriale promossi dalle Camere di Commercio.
Aumento del 20% nel triennio 2026-2028
Il decreto ministeriale autorizza le Camere di Commercio ad applicare una maggiorazione del 20% sugli importi ordinariamente dovuti per il diritto annuale nel triennio 2026, 2027 e 2028.
L’aumento si aggiunge agli importi già calcolati secondo le regole ordinarie previste dalla normativa vigente e interesserà tutte le categorie di imprese obbligate al pagamento del tributo camerale.
Per le società che versano il diritto annuale in misura variabile in base al fatturato, la maggiorazione potrebbe tradursi in un incremento significativo del costo complessivo dovuto annualmente.
Conguaglio per le imprese che hanno già pagato
Molte imprese hanno già effettuato il versamento del diritto annuale 2026 entro le ordinarie scadenze fiscali, calcolando però l’importo senza tener conto della nuova maggiorazione del 20%.
Per questo motivo sarà necessario effettuare un conguaglio integrativo per versare la differenza dovuta a seguito dell’aumento disposto dal decreto ministeriale.
Il pagamento della quota aggiuntiva dovrà essere effettuato entro il mese di novembre 2026, in concomitanza con il versamento:
- dell’acconto della seconda rata Irpef;
- dell’acconto Ires per i soggetti societari;
- dell’acconto Irap.
L’importo aggiuntivo dovrà essere versato tramite modello F24 utilizzando i consueti codici tributo previsti per il diritto annuale camerale.
Possibili effetti per le imprese
L’aumento del diritto annuale rappresenta un ulteriore aggravio economico per le imprese italiane, già alle prese con l’incremento dei costi energetici, finanziari e amministrativi.
L’impatto sarà particolarmente rilevante per le società di capitali e per le imprese con volumi di fatturato elevati, per le quali il diritto annuale viene determinato in misura proporzionale.
Le associazioni di categoria potrebbero chiedere chiarimenti sull’applicazione concreta della maggiorazione e sulle modalità operative del conguaglio, soprattutto per evitare errori nei versamenti e possibili sanzioni in caso di insufficiente pagamento.
Nei prossimi mesi sono attese ulteriori indicazioni operative da parte del sistema camerale e dell’amministrazione competente per definire modalità, termini e istruzioni applicative relative al versamento integrativo.
