Imballaggi in plastica, aumentano i contributi ambientali CONAI dal 1° ottobre 2026
Nuovo aumento del contributo ambientale per gli imballaggi in plastica. Il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) ha annunciato la revisione al rialzo delle tariffe CAC (Contributo Ambientale CONAI) applicate agli imballaggi plastici, con incrementi che varieranno dal 2,3% fino al 33,3% a seconda delle diverse fasce contributive.
Le nuove misure entreranno ufficialmente in vigore dal 1° ottobre 2026 e interesseranno produttori, importatori e utilizzatori di imballaggi in plastica immessi al consumo sul mercato nazionale.
Le ragioni degli aumenti
La decisione è stata adottata dal CONAI a seguito delle valutazioni condivise con COREPLA, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica.
Secondo quanto comunicato dal Consorzio, gli aumenti si sono resi necessari a causa della complessa situazione economica e industriale che sta attraversando il comparto del riciclo delle plastiche. Tra i principali fattori che hanno inciso sulla revisione tariffaria figurano:
- la forte volatilità dei mercati delle materie prime;
- il continuo aumento dei costi energetici e di gestione;
- la riduzione della redditività delle attività di riciclo;
- le persistenti criticità del mercato europeo delle plastiche riciclate;
- il rallentamento della domanda di materiale riciclato da parte dell’industria manifatturiera.
A ciò si aggiunge una crescente difficoltà nel garantire l’equilibrio economico-finanziario della filiera del recupero degli imballaggi plastici, soprattutto in un contesto caratterizzato dalla concorrenza delle materie plastiche vergini, spesso economicamente più convenienti rispetto ai materiali riciclati.
Come funziona il contributo ambientale CONAI
Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta il principale strumento economico attraverso il quale viene finanziato il sistema nazionale di recupero e riciclo degli imballaggi.
L’importo viene applicato agli imballaggi immessi sul mercato e varia in base alla tipologia di materiale e alla sua riciclabilità. Nel caso della plastica, il sistema è suddiviso in diverse fasce contributive, determinate in base alla selezionabilità, riciclabilità e circuiti di destinazione degli imballaggi.
Negli ultimi anni il sistema è stato progressivamente rimodulato per incentivare la progettazione di imballaggi maggiormente sostenibili e facilmente riciclabili, penalizzando invece le tipologie più difficili da recuperare.
Gli effetti per imprese e consumatori
L’aumento del contributo ambientale potrebbe avere effetti diretti sui costi sostenuti dalle imprese della filiera produttiva e distributiva, in particolare nei settori:
- alimentare;
- grande distribuzione;
- packaging industriale;
- cosmetica;
- farmaceutica;
- e-commerce.
Le aziende potrebbero essere chiamate a rivedere i propri costi di produzione e, in alcuni casi, trasferire almeno parte degli incrementi sui prezzi finali dei prodotti.
Parallelamente, il nuovo aumento potrebbe accelerare ulteriormente gli investimenti in eco-design, packaging sostenibile e utilizzo di materiali alternativi o maggiormente riciclabili, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare e riduzione dei rifiuti plastici.
Verso un sistema più sostenibile
La revisione dei contributi ambientali si inserisce nel più ampio percorso di transizione ecologica promosso dall’Unione europea attraverso il Green Deal e il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR).
L’obiettivo resta quello di aumentare la quota di imballaggi riciclabili, ridurre l’utilizzo di plastica vergine e favorire un mercato più stabile per le materie prime seconde.
In questo scenario, il contributo ambientale continua a rappresentare uno strumento strategico non solo per finanziare il riciclo, ma anche per orientare le scelte industriali verso modelli produttivi più sostenibili ed efficienti dal punto di vista ambientale.
