Rottamazione quinquies enti locali: multe, Imu e Tari verso la sanatoria fino a 36 mesi
Lo scorso 22 maggio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 88/2026 di conversione del Dl n. 38/2026, provvedimento che introduce una novità molto attesa da contribuenti e amministrazioni locali: la possibilità per Comuni, Province e altri enti territoriali di aderire alla cosiddetta “rottamazione quinquies” delle entrate locali.
La misura apre la strada a una nuova fase di definizione agevolata dei debiti verso gli enti locali, consentendo ai cittadini di regolarizzare posizioni debitorie relative a tributi e sanzioni amministrative con importanti riduzioni di interessi e sanzioni.
Quali debiti possono essere rottamati
La sanatoria riguarda diverse tipologie di somme affidate alla riscossione locale. Tra queste rientrano:
– multe e sanzioni per violazioni del Codice della strada;
– tributi comunali non pagati;
– Imu;
– Tari;
– canoni e altre entrate patrimoniali degli enti locali;
– sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie.
L’obiettivo della norma è favorire il recupero delle somme difficilmente esigibili, consentendo al tempo stesso ai contribuenti di estinguere i debiti con condizioni più favorevoli rispetto alla riscossione ordinaria.
Due modelli di rottamazione
La normativa prevede due differenti modalità di adesione alla definizione agevolata: la rottamazione “autonoma” e quella “preconfezionata”.
Rottamazione autonoma
Nel primo caso, gli enti locali possono disciplinare autonomamente la sanatoria tramite specifiche delibere comunali. Ogni Comune può quindi decidere:
– quali annualità includere;
– la durata del piano rateale;
– le riduzioni applicabili;
– le modalità di adesione.
Alcuni comuni italiani hanno già aderito emanando dei propri regolamenti.
Quindi in definitiva ogni amministrazione locale dovrà approvare un proprio regolamento attuativo, indicando termini, requisiti e categorie di debiti definibili.
Rottamazione “preconfezionata”
La seconda modalità prevede invece un modello standardizzato disciplinato direttamente dalla normativa nazionale.
In questo caso gli enti locali che intendono aderire dovranno rispettare precise scadenze e procedure operative. La finestra temporale prevista dalla legge stabilisce che:
– la dichiarazione di adesione dovrà essere presentata tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026;
– entro il 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti i dati relativi ai carichi definibili.
I debitori potranno così conoscere preventivamente l’importo dovuto e valutare la convenienza dell’adesione.
Come funziona la definizione agevolata
La rottamazione quinquies consente generalmente di versare il solo importo del tributo o della sanzione principale, con l’abbattimento di:
– interessi di mora;
– sanzioni aggiuntive;
– aggio della riscossione, ove previsto;
– interessi per ritardata iscrizione a ruolo.
Restano invece normalmente dovute le spese di notifica e le eventuali spese esecutive già sostenute.
Le modalità di pagamento potranno prevedere sia il versamento in un’unica soluzione sia la rateizzazione pluriennale, secondo quanto stabilito dai singoli enti.
Opportunità per contribuenti e Comuni
La nuova sanatoria rappresenta un’importante opportunità sia per i cittadini sia per le amministrazioni locali.
Per i contribuenti significa poter regolarizzare vecchie posizioni debitorie evitando procedure esecutive, fermi amministrativi e pignoramenti, beneficiando inoltre di importi ridotti rispetto al debito originario.
Per i Comuni, invece, la misura può tradursi in un incremento degli incassi e in una maggiore capacità di recupero dei crediti spesso considerati difficilmente esigibili.
Molti enti locali stanno infatti valutando la convenienza della misura anche alla luce delle difficoltà di riscossione registrate negli ultimi anni.
Attesa per le delibere comunali
Nelle prossime settimane saranno numerosi i Comuni chiamati a decidere se aderire o meno alla rottamazione quinquies. Le delibere locali saranno determinanti per comprendere:
– quali annualità potranno essere sanate;
– la percentuale di abbattimento delle sanzioni;
– il numero massimo di rate concedibili;
– le categorie di debiti incluse nella definizione.
Per i contribuenti sarà quindi fondamentale monitorare le decisioni del proprio Comune e verificare eventuali comunicazioni pubblicate sui siti istituzionali o dagli enti della riscossione.
