Mini pacchi extra UE, Bruxelles ferma la tassa italiana: stop ai balzelli nazionali con l’arrivo del contributo europeo
La Commissione europea interviene sul dibattito relativo alla tassazione delle spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi extra UE e chiarisce un principio fondamentale: gli Stati membri non potranno mantenere o introdurre autonomamente tariffe nazionali una volta entrato in vigore il nuovo sistema europeo di gestione delle importazioni.
Nel documento di chiarimento pubblicato il 1° luglio e dedicato al nuovo contributo doganale europeo sui piccoli invii, Bruxelles precisa infatti che gli Stati dovranno cessare l’applicazione delle proprie tariffe nazionali di trattamento non appena diventerà operativa la nuova “handling fee” dell’Unione, prevista indicativamente entro il mese di novembre. L’obiettivo dichiarato è evitare frammentazioni del mercato unico e impedire che gli operatori scelgano di far transitare le merci attraverso i Paesi con costi inferiori.
Perché l’Unione europea interviene
Negli ultimi anni il commercio elettronico proveniente da Paesi extra europei è cresciuto in maniera esponenziale, soprattutto grazie alle piattaforme di vendita online che spediscono direttamente ai consumatori finali milioni di pacchi di valore ridotto.
Secondo la Commissione, l’attuale sistema presenta diverse criticità:
- forte pressione sulle amministrazioni doganali nazionali;
- difficoltà nei controlli sulla sicurezza dei prodotti;
- frequenti casi di sottovalutazione del valore delle merci;
- fenomeni di evasione dei dazi e dell’IVA;
- concorrenza considerata non equilibrata nei confronti delle imprese europee.
Per questo motivo Bruxelles ha deciso di introdurre un sistema uniforme a livello europeo, evitando soluzioni differenti tra i singoli Stati membri.
La tassa europea da 3 euro
Parallelamente alla futura commissione di gestione europea, dal 1° luglio è stato introdotto un dazio temporaneo di 3 euro applicabile alle merci di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE e destinate principalmente al commercio elettronico. Il contributo non viene applicato al pacco nel suo complesso ma alle singole categorie merceologiche presenti nella spedizione.
Ad esempio:
- un ordine contenente esclusivamente cinque magliette sconta un solo contributo;
- un ordine composto da abbigliamento e da un dispositivo elettronico può invece generare due addebiti distinti in quanto appartenenti a classificazioni doganali differenti.
Perché la tassa italiana rischia di essere incompatibile
L’Italia aveva previsto l’introduzione di una propria tariffa nazionale per la gestione dei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi. Tuttavia la politica doganale rientra tra le competenze esclusive dell’Unione europea e gli Stati membri dispongono di margini di intervento molto limitati.
La posizione espressa dalla Commissione appare quindi piuttosto netta: l’esistenza contemporanea di contributi nazionali e di una tariffa europea rischierebbe di creare distorsioni concorrenziali tra gli operatori e differenze di trattamento tra i vari Stati membri.
Il rischio, evidenziato da Bruxelles, è quello del cosiddetto “dirottamento delle importazioni”, ossia la scelta degli operatori commerciali di utilizzare i punti di ingresso europei con i costi più bassi per poi distribuire le merci nel resto dell’Unione sfruttando la libera circolazione delle merci nel mercato unico.
Quali conseguenze per consumatori e operatori
Per i consumatori italiani che acquistano prodotti su piattaforme extra UE il quadro normativo è quindi ancora in evoluzione.
L’orientamento europeo sembra comunque andare verso:
- un sistema uniforme di costi e controlli doganali;
- maggiori verifiche sulla sicurezza dei prodotti importati;
- il contrasto alle pratiche di sottovalutazione delle merci;
- condizioni di concorrenza più equilibrate tra venditori europei ed extraeuropei.
Resta ora da capire se il Governo italiano procederà a modificare o abrogare la disciplina nazionale per adeguarsi alle indicazioni provenienti da Bruxelles e garantire il pieno rispetto delle regole del mercato unico europeo.
