Concordato Preventivo 2026-2027: in arrivo la nuova sanatoria per le Partite IVA dal 2020 al 2024
Il dibattito fiscale si accende nuovamente attorno al Concordato Preventivo Biennale (CPB). Un emendamento di peso presentato in Commissione Finanze al Senato punta a introdurre una nuova versione del “ravvedimento speciale” mirata a ridefinire i rapporti tra il Fisco e le partite IVA per il biennio 2026-2027.
L’obiettivo politico ed economico è chiaro: rendere il concordato molto più appetibile, offrendo ai contribuenti una via d’uscita agevolata per il passato in cambio dell’adesione al patto biennale con l’Agenzia delle Entrate. Sul tavolo ci sono le annualità che vanno dal 2020 al 2024.
Come funziona il meccanismo: il “premio” per chi aderisce
La vera forza attrattiva dell’emendamento risiede nello “scudo” sul passato. Chi decide di stringere l’accordo con il Fisco per il biennio 2026-2027 otterrà la possibilità di sanare le irregolarità commesse nei cinque anni precedenti (2020-2024).
La sanatoria non si applicherà in modo indistinto, ma sarà parametrata sull’affidabilità fiscale del contribuente, calcolata in base al punteggio ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale).
L’imposta sostitutiva e le aliquote
La base imponibile su cui calcolare il dovuto verrà rideterminata a seconda del voto ISA, applicando poi un’imposta sostitutiva fortemente agevolata per l’Irpef/Ires e le relative addizionali:
10% per i contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 8 (i più affidabili);
12% per punteggi ISA compresi tra 6 e 8;
15% per i contribuenti con un voto ISA inferiore a 6.
Per quanto riguarda l’Irap, l’emendamento prevede un’aliquota unica del 3,9%.
Lo “Sconto Covid”: Per tenere conto delle oggettive difficoltà economiche legate alla pandemia, per le sole annualità 2020 e 2021 è prevista una riduzione ulteriore del 30% sul dovuto.
Calendario e modalità di pagamento
Niente sanzioni e niente interessi per chi decide di mettersi in regola. I pagamenti della sanatoria, da effettuare tramite modello F24 indicando separatamente ogni singola annualità che si intende regolarizzare, seguiranno questo calendario:
Finestra temporale: Il pagamento (in soluzione unica o della prima rata) dovrà essere effettuato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027.
Rateizzazione: Sarà possibile dilazionare l’importo fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo. Sulle rate successive alla prima verranno applicati gli interessi legali.
Il ravvedimento si considererà perfezionato solo a seguito del pagamento integrale. Il mancato pagamento delle rate comporterà la decadenza dal beneficio e la perdita di quanto già versato.
Cosa rischia chi non aderisce (e cosa guadagna chi firma)
Il Fisco gioca la carta del “bastone e della carota”. A fronte della protezione totale sui controlli per il passato delle annualità sanate, l’Agenzia delle Entrate godrà di tempi più lunghi per accertare chi resta fuori: per i soggetti che non sfruttano il ravvedimento, i termini di decadenza per gli accertamenti sui periodi d’imposta dal 2020 al 2023 vengono prorogati d’ufficio al 31 dicembre 2029.
Di contro, per chi aderisce al Concordato Preventivo 2026-2027 e al relativo ravvedimento, si prospettano non solo lo scudo fiscale sulle vecchie annualità, ma anche importanti tutele per il futuro, tra cui la riduzione dei termini di accertamento e la sterilizzazione di eventuali controlli presuntivi.
