Decreto fiscale: nessun “ripescaggio” per i decaduti dalla rottamazione quater
Niente riapertura per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Il nuovo decreto fiscale, Dl n. 38/2026, non introduce alcuna misura che consenta di rientrare nella definizione agevolata per chi non ha rispettato le scadenze di pagamento previste.
Stop alle aspettative di riapertura
Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le ipotesi di una possibile riapertura dei termini, anche alla luce delle dichiarazioni del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che aveva lasciato intravedere margini di intervento a favore dei contribuenti in difficoltà.
Tuttavia, il testo definitivo del decreto ha disatteso tali aspettative, escludendo qualsiasi forma di “ripescaggio” per i soggetti decaduti.
Cosa significa decadenza
Si ricorda che la decadenza dalla rottamazione quater scatta in caso di:
- mancato pagamento di una rata;
- pagamento effettuato oltre i termini previsti (considerando i 5 giorni di tolleranza);
- versamento parziale dell’importo dovuto.
In tali casi, il contribuente perde i benefici della definizione agevolata e il debito torna integralmente esigibile, comprensivo di sanzioni e interessi.
Nessuna nuova chance nel Dl 38/2026
Nonostante le richieste avanzate da professionisti e associazioni di categoria, il legislatore ha scelto una linea rigorosa. Il Dl n. 38/2026 non contiene norme che consentano:
- la riammissione alla rottamazione quater;
- la riformulazione dei piani di pagamento decaduti;
- nuove finestre di regolarizzazione.
Impatti per contribuenti e professionisti
La mancata riapertura comporta conseguenze rilevanti:
- i contribuenti decaduti dovranno affrontare il debito residuo senza agevolazioni;
- riprendono le ordinarie attività di riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- aumenta il rischio di azioni esecutive (fermi, pignoramenti).
Per i professionisti, ciò implica la necessità di valutare soluzioni alternative, come la rateizzazione ordinaria o altri strumenti di gestione del debito fiscale.
Considerazioni finali
Il mancato intervento del decreto rappresenta un segnale chiaro: il Governo, almeno per il momento, non intende concedere ulteriori sanatorie per chi non ha rispettato i termini della rottamazione quater.
Resta comunque aperto il dibattito politico sulla possibilità di future misure correttive, soprattutto in considerazione delle difficoltà economiche di una parte dei contribuenti.
