Il decreto firmato dal presidente Draghi, ha “colorato” l’Italia fino al 6 aprile di rosso e arancione, eliminando, di fatto, le zone gialle. Ciò significa che le regole attuali non consentono gli spostamenti, anche ai fini turistici in Italia, quindi non solo è vietato uscire dal proprio Comune in zona arancione, ma vi sono restrizioni ancora maggiori in quelle rosse.

A meno che l’intenzione sia quella di spostarsi “per motivi turistici” all’estero, in quei paesi dove è ovviamente consentito.
Dunque, sono ammessi spostamenti da e verso gli aeroporti e le stazioni, anche uscendo dal proprio Comune o Regione, per raggiungere l’estero.

Per conoscere le regole e l’elenco dei paesi verso cui si può viaggiare, si può consultare il portale del Ministero degli Esteri, che riporta anche le autodichiarazioni da utilizzare e le regole cui attenersi.

Per quanto riguarda la possibilità di raggiungere la seconda casa, le regole variano di regione in regione, quindi occorre consultare la normativa caso per caso.

Numerose critiche sono sopraggiunte dagli addetti ai lavori del settore turismo che da un anno soffrono la crisi economica derivante dalla pandemia. Ci si chiede come possa essere possibile che l’Italia resti blindata a fronte della possibilità di poter partire verso l’estero, seppure con alcune limitazioni.
Per il momento rimangono invariate le regole dettate dal decreto, in attesa di novità confortanti che, si spera, arrivino almeno per anticipare la stagione estiva.

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