Professionisti e responsabilità fiscale: la Cassazione ridefinisce il ruolo degli intermediari
Le più recenti pronunce della Corte di Cassazione in materia di illeciti tributari segnano un importante cambiamento nell’interpretazione della responsabilità dei professionisti che assistono imprese e contribuenti.
Per molti anni si è ritenuto che le sanzioni amministrative relative alle violazioni fiscali commesse da società gravassero esclusivamente sulla persona giuridica, salvo casi eccezionali di società fittizie o di utilizzo di schermi societari. In tale contesto il professionista, considerato soggetto esterno all’ente, non rispondeva normalmente delle violazioni commesse dal cliente.
L’orientamento più recente della Cassazione, tuttavia, amplia il perimetro della responsabilità. Secondo questa interpretazione, il professionista può essere chiamato a rispondere a titolo di concorso quando abbia partecipato, favorito o agevolato consapevolmente comportamenti fiscalmente illeciti posti in essere dal cliente.
L’obiettivo è evitare che la sola responsabilità della società si trasformi in una forma di impunità per coloro che abbiano avuto un ruolo concreto nella realizzazione delle violazioni.
Le sentenze riguardano soprattutto situazioni caratterizzate da particolare gravità, quali:
- operazioni manifestamente artificiose;
- irregolarità fiscali di rilevante entità;
- violazioni sistematiche e ripetute;
- comportamenti difficilmente riconducibili a semplici errori professionali o negligenze.
Resta fermo che il professionista non risponde automaticamente per le condotte del cliente. La responsabilità deve essere valutata caso per caso, verificando il ruolo concretamente svolto e l’eventuale contributo fornito alla realizzazione dell’illecito.
Comportamenti prudenziali per prevenire contestazioni
Per ridurre il rischio di responsabilità, è opportuno adottare alcune cautele operative:
- Definire chiaramente l’incarico professionale, specificando attività, limiti e responsabilità.
- Acquisire e conservare tutta la documentazione relativa alle operazioni più rilevanti.
- Richiedere conferme scritte per operazioni fiscalmente sensibili.
- Segnalare formalmente eventuali criticità o dubbi sulla correttezza delle operazioni richieste dal cliente.
- Richiedere una conferma scritta della volontà del cliente qualora quest’ultimo intenda procedere nonostante il parere contrario del professionista.
- Valutare la rinuncia all’incarico nei casi in cui emergano operazioni palesemente inattendibili, prive di sostanza economica o potenzialmente elusive.
Le indicazioni emerse dalla giurisprudenza sembrano comunque orientate a colpire principalmente i casi più gravi, caratterizzati da un effettivo coinvolgimento del professionista nella realizzazione dell’illecito, escludendo forme di responsabilità automatica o presunta.
