Fisco, partono gli avvisi bonari nonostante la sospensione feriale: nuove polemiche sull’operato dell’Agenzia delle Entrate

Tornano le polemiche sull’attività dell’Agenzia delle Entrate durante il periodo della sospensione feriale. Anche quest’anno, infatti, l’amministrazione finanziaria ha avviato l’invio di avvisi bonari e lettere di compliance ai contribuenti, nonostante il decreto che disciplina la sospensione estiva degli adempimenti e delle comunicazioni fiscali, alimentando le proteste di professionisti e associazioni di categoria.

In questi giorni sono in corso le notifiche delle comunicazioni di irregolarità relative alle dichiarazioni dei redditi presentate con il modello Redditi 2024, oltre alle liquidazioni definitive delle imposte dovute sul trattamento di fine rapporto (TFR) percepito nel corso del 2022. Si tratta di comunicazioni che invitano i contribuenti a regolarizzare la propria posizione fiscale, beneficiando, nei casi previsti, della riduzione delle sanzioni qualora il pagamento venga effettuato nei termini stabiliti.

L’invio delle comunicazioni nel pieno del periodo estivo ha riacceso il dibattito sull’effettiva portata della sospensione feriale. Sebbene la normativa preveda lo stop all’invio di determinate comunicazioni e una pausa nei termini per consentire a contribuenti e professionisti di affrontare con maggiore serenità il periodo delle ferie, l’arrivo degli avvisi continua a generare incertezza e preoccupazione, soprattutto negli studi professionali chiamati a gestire numerose pratiche in tempi ristretti.

Sulla vicenda è intervenuto con tempestività il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), che con un comunicato stampa diffuso il 13 luglio ha reso noto l’esito delle interlocuzioni avute con l’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto riferito dal Consiglio nazionale, l’amministrazione finanziaria ha assicurato che la documentazione eventualmente trasmessa dai contribuenti o dai loro intermediari sarà comunque presa in esame anche oltre il termine ordinario di trenta giorni previsto dalla normativa.

Si tratta di un chiarimento accolto con favore dai professionisti, pur senza dissipare tutte le criticità. Resta infatti il problema dell’invio delle comunicazioni proprio durante il periodo interessato dalla sospensione feriale, circostanza che, secondo molti operatori del settore, rischia di svuotare di significato le finalità della norma, nata proprio per evitare che contribuenti e consulenti siano costretti a gestire adempimenti fiscali nel pieno delle ferie estive.

La questione si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra amministrazione finanziaria e categorie professionali, che da tempo chiedono una maggiore programmazione delle attività di controllo e un calendario degli adempimenti più equilibrato. L’obiettivo è garantire un rapporto più collaborativo tra Fisco e contribuenti, evitando sovrapposizioni e scadenze che, soprattutto nei mesi estivi, finiscono per gravare sull’organizzazione degli studi professionali e aumentare il rischio di errori o ritardi