Fisco, stretta sui controlli nel triennio 2026-2028: in arrivo 35 mila verifiche mirate e maggiore collaborazione con la Guardia di Finanza

Il contrasto all’evasione fiscale continua a rappresentare una delle priorità dell’Amministrazione finanziaria. Nel prossimo triennio il Fisco punta a rafforzare significativamente le attività di controllo attraverso un modello sempre più basato sull’analisi preventiva dei dati, sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sulla collaborazione tra le diverse amministrazioni coinvolte nella lotta alle frodi fiscali.

Secondo gli obiettivi programmati, saranno effettuate circa 35 mila verifiche fiscali, con una netta prevalenza degli “accessi brevi”, una modalità di controllo che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante nell’ambito delle attività ispettive dell’Agenzia delle Entrate.

Verifiche più rapide e meno invasive

A differenza delle tradizionali verifiche fiscali, che possono protrarsi per settimane o mesi, gli accessi brevi consistono in controlli mirati presso la sede dell’impresa, dello studio professionale o dell’attività commerciale, finalizzati a verificare specifiche anomalie emerse dall’incrocio delle informazioni disponibili nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria.

Questa tipologia di controllo consente agli uffici di intervenire tempestivamente nei casi ritenuti più a rischio, limitando al tempo stesso l’impatto operativo sui contribuenti. Durante l’accesso, infatti, i funzionari possono richiedere chiarimenti, esaminare documentazione contabile e fiscale e verificare la correttezza delle operazioni segnalate dai sistemi di analisi del rischio.

L’obiettivo non è soltanto quello di individuare eventuali irregolarità, ma anche di consentire al contribuente di spiegare tempestivamente eventuali incongruenze e, se necessario, regolarizzare la propria posizione evitando conseguenze più gravose.

La compliance resta al centro della strategia fiscale

Nonostante l’intensificazione delle attività di controllo, il Fisco conferma la volontà di mantenere un approccio orientato alla compliance, ossia alla collaborazione preventiva con cittadini, professionisti e imprese.

Negli ultimi anni le lettere di compliance hanno rappresentato uno degli strumenti più efficaci per favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Attraverso queste comunicazioni, l’Agenzia delle Entrate segnala ai contribuenti possibili anomalie riscontrate nelle dichiarazioni fiscali o nei dati trasmessi da soggetti terzi, offrendo la possibilità di correggere eventuali errori prima dell’avvio di un vero e proprio accertamento.

La strategia continuerà quindi a privilegiare il dialogo preventivo, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso tributario e incrementare il recupero spontaneo delle imposte dovute.

Controlli sempre più basati sull’intelligenza artificiale e sull’incrocio delle banche dati

La selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica avverrà sempre più attraverso sofisticati sistemi di analisi del rischio. L’Amministrazione finanziaria dispone oggi di una quantità enorme di informazioni provenienti da fatture elettroniche, corrispettivi telematici, dichiarazioni fiscali, rapporti finanziari, dati catastali e comunicazioni obbligatorie.

Grazie all’impiego di algoritmi avanzati e strumenti di intelligenza artificiale, sarà possibile individuare con maggiore precisione le situazioni anomale, i comportamenti fiscalmente incoerenti e i possibili fenomeni evasivi.

In questo contesto, le verifiche non saranno più prevalentemente casuali, ma verranno indirizzate verso i contribuenti che presentano indicatori di rischio più elevati.

Rafforzata l’alleanza tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza

Un altro elemento centrale del piano riguarda il potenziamento della cooperazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Le due amministrazioni condivideranno in misura crescente informazioni, analisi e risultati investigativi al fine di rendere più efficace l’azione di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali.

Per il 2026 è previsto che almeno 75 mila soggetti vengano sottoposti ad attività di analisi congiunta. Si tratta di un numero particolarmente rilevante che evidenzia la volontà di sviluppare un sistema di controllo integrato capace di individuare tempestivamente i fenomeni più complessi.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle frodi IVA, all’utilizzo indebito di crediti d’imposta, alle compensazioni irregolari, alle società con profili di rischio elevato e alle operazioni potenzialmente riconducibili a fenomeni di evasione internazionale.

Focus su imprese, professionisti e partite IVA

Le attività di controllo interesseranno principalmente imprese, professionisti e titolari di partita IVA, categorie per le quali l’Agenzia dispone oggi di un patrimonio informativo particolarmente ampio grazie alla diffusione della fatturazione elettronica e dei pagamenti tracciabili.

Particolare attenzione verrà dedicata alle incoerenze tra volume d’affari dichiarato, dati finanziari, movimentazioni bancarie e indicatori economici di settore. Saranno inoltre monitorate le posizioni caratterizzate da frequenti compensazioni fiscali, utilizzo di crediti d’imposta di importo rilevante o significativi scostamenti rispetto ai parametri medi delle attività economiche analoghe.

Cosa devono fare i contribuenti

Alla luce del rafforzamento delle attività ispettive, diventa fondamentale per contribuenti e professionisti adottare una gestione fiscale accurata e costantemente aggiornata.

La corretta conservazione della documentazione, il monitoraggio delle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e la verifica periodica della coerenza dei dati trasmessi rappresentano strumenti indispensabili per ridurre il rischio di contestazioni.

L’evoluzione del sistema dei controlli dimostra come il Fisco stia progressivamente passando da verifiche generalizzate a controlli sempre più selettivi e basati sui dati. In questo scenario, la trasparenza fiscale e la collaborazione preventiva con l’Amministrazione finanziaria diventano elementi strategici per imprese e professionisti che intendono operare in piena conformità alle norme tributarie.