Previdenza complementare, l’INPS chiarisce la gestione del TFR nei primi 60 giorni dei neoassunti
Con il messaggio n. 2325 del 10 luglio 2026 l’INPS fornisce le prime istruzioni operative sulla gestione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei lavoratori di prima assunzione interessati dal nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare. Le indicazioni riguardano imprese, consulenti del lavoro e professionisti chiamati a gestire correttamente i versamenti e gli adempimenti UniEmens, evitando errori e possibili maggiorazioni.
L’Istituto interviene per chiarire gli effetti della disciplina introdotta dalla Legge n. 199/2025, che ha modificato il sistema di adesione alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026.
I lavoratori interessati
Le nuove disposizioni riguardano esclusivamente:
- i lavoratori dipendenti del settore privato;
- i lavoratori alla prima assunzione;
- gli assunti dal 1° luglio 2026;
- restano esclusi i lavoratori domestici.
Per questa categoria di dipendenti entra in vigore un periodo iniziale durante il quale il lavoratore può decidere come destinare il proprio TFR.
I primi 60 giorni: la scelta del lavoratore
Dal giorno dell’assunzione decorre un termine di 60 giorni entro il quale il dipendente può:
- confermare l’adesione automatica al fondo pensione individuato dalla normativa;
- optare per una diversa forma pensionistica complementare;
- decidere di mantenere il TFR secondo il regime ordinario previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile.
Si tratta di una fase particolarmente delicata, poiché fino alla scadenza del termine la destinazione definitiva del TFR non è ancora consolidata.
Proprio per questo motivo l’INPS precisa che il datore di lavoro non deve effettuare alcun versamento del TFR alla previdenza complementare durante i primi 60 giorni, evitando così accrediti verso un fondo che potrebbe non essere quello scelto definitivamente dal lavoratore.
Cosa accade dopo la scadenza dei 60 giorni
Terminato il periodo previsto dalla legge, il datore di lavoro deve procedere rapidamente agli adempimenti amministrativi.
In particolare dovrà:
- comunicare l’adesione alla forma pensionistica competente;
- effettuare il primo versamento dal mese successivo;
- trasferire anche le quote di TFR maturate fin dal giorno dell’assunzione.
L’INPS sottolinea che il conferimento delle quote maturate nei primi due mesi avviene con effetto retroattivo, così da garantire la continuità della posizione previdenziale del lavoratore.
Come regolarizzare il TFR maturato
Le quote di TFR maturate nei primi 60 giorni sono considerate quote arretrate e devono essere regolarizzate secondo modalità differenti a seconda del momento in cui viene effettuata la denuncia contributiva.
Regolarizzazione nei termini
Se la regolarizzazione avviene entro il mese successivo alla scelta del lavoratore, dovrà essere utilizzato il codice causale CF05 nel flusso UniEmens.
L’utilizzo del codice consente di regolarizzare le quote senza applicazione di:
- interessi;
- sanzioni civili;
- somme aggiuntive.
Si tratta quindi della modalità ordinaria prevista dall’Istituto.
Regolarizzazione tardiva
Diversa la situazione qualora la denuncia venga effettuata oltre il termine previsto.
In questo caso il datore di lavoro dovrà utilizzare i codici:
- CF02;
- CF11.
Quest’ultimo dovrà essere valorizzato anche per il versamento delle somme dovute a titolo di maggiorazione, secondo le istruzioni fornite dall’INPS.
Il chiarimento sul Fondo Tesoreria INPS
Il messaggio affronta anche il rapporto tra la nuova disciplina e il Fondo Tesoreria INPS.
L’Istituto precisa che, se il lavoratore decide di mantenere il TFR in azienda secondo l’articolo 2120 del Codice Civile, il trattamento non viene destinato alla previdenza complementare.
Nei casi previsti dalla normativa continueranno invece ad applicarsi le regole sul conferimento del TFR al Fondo Tesoreria INPS, senza modifiche rispetto alla disciplina vigente.
Gli adempimenti per aziende e consulenti
Il messaggio INPS richiama l’attenzione delle imprese sulla necessità di predisporre procedure interne adeguate.
In particolare sarà opportuno:
- consegnare tempestivamente l’informativa ai neoassunti;
- monitorare con precisione la scadenza dei 60 giorni;
- acquisire e conservare la scelta effettuata dal lavoratore;
- effettuare la regolarizzazione del TFR entro il mese successivo;
- verificare il corretto utilizzo dei codici UniEmens (CF05, CF02 e CF11).
Per consulenti del lavoro, commercialisti e uffici del personale sarà quindi fondamentale aggiornare le procedure operative e i software paghe, evitando errori nelle denunce contributive.
Un passaggio fondamentale per la riforma della previdenza complementare
Con il messaggio n. 2325 del 10 luglio 2026 l’INPS offre un quadro operativo indispensabile per l’applicazione del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare.
Le istruzioni consentono di gestire correttamente il periodo transitorio dei primi 60 giorni dall’assunzione, chiarendo tempi, modalità di versamento e procedure di regolarizzazione del TFR.
Per le aziende il rispetto delle nuove indicazioni rappresenta un elemento essenziale per evitare contestazioni, sanzioni e maggiorazioni contributive, assicurando al tempo stesso il corretto conferimento delle quote di TFR secondo la volontà espressa dal lavoratore.
Riferimenti normativi
- Messaggio INPS n. 2325 del 10 luglio 2026.
- Legge n. 199/2025.
- Articolo 8 del D.Lgs. n. 252/2005, come modificato dalla Legge n. 199/2025.
- Articolo 2120 del Codice Civile.
- Deliberazione COVIP del 19 giugno 2026.
- Circolare INPS n. 12/2026.
