L’INPS, con la circolare n. 4 del 2026, ha aggiornato gli importi del cosiddetto “ticket licenziamento”, ossia il contributo che i datori di lavoro devono versare quando interrompono un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che dà diritto al lavoratore alla NASpI (l’indennità di disoccupazione).
Cos’è il ticket licenziamento
Il ticket licenziamento è un contributo introdotto con la riforma del mercato del lavoro collegata alla Legge n. 92/2012.
Si tratta di una somma che il datore di lavoro è tenuto a versare all’INPS in tutti i casi di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che comporta l’accesso alla NASpI, tra cui:
- licenziamento individuale per motivi economici o disciplinari;
- licenziamento collettivo;
- dimissioni per giusta causa;
- risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione.
L’obiettivo della misura è contribuire al finanziamento dell’indennità di disoccupazione.
Gli importi aggiornati per il 2026
A seguito della rivalutazione annuale del massimale NASpI, la circolare INPS ha rideterminato anche l’ammontare del ticket licenziamento.
L’importo del contributo è pari al 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Il contributo viene calcolato in proporzione ai mesi di servizio del lavoratore.
Per il 2026, gli importi risultano quindi:
- circa 54 euro per un rapporto di lavoro della durata di un mese;
- circa 650 euro per un anno di lavoro;
- fino a circa 1.949 euro per tre anni di anzianità.
Poiché la normativa consente di conteggiare al massimo 36 mesi di anzianità, il ticket può arrivare complessivamente fino a circa 11.695 euro nei casi in cui il datore di lavoro debba versare il contributo per lavoratori con la massima anzianità considerabile.
Quando il contributo non è dovuto
Il ticket non si applica in alcune situazioni specifiche, tra cui:
- cessazione per dimissioni volontarie (salvo dimissioni per giusta causa);
- scadenza naturale di un contratto a tempo determinato;
- decesso del lavoratore;
- alcune cessazioni intervenute nel settore delle costruzioni al termine di attività di cantiere.
Impatto per le imprese
L’aggiornamento degli importi comporta un aumento del costo di cessazione dei rapporti di lavoro per le imprese. Per questo motivo, nella gestione del personale diventa sempre più importante valutare attentamente:
- l’anzianità del lavoratore;
- il tipo di cessazione del rapporto;
- l’eventuale accesso alla NASpI.
In molti casi, il ticket rappresenta infatti un costo significativo per l’azienda, soprattutto nei rapporti di lavoro di lunga durata.
