Tra i contribuenti si fanno sempre più insistenti numerosi interrogativi circa le nuove misure di contrasto all’evasione fiscale e quelle volte a favorire gli strumenti di pagamento elettronici (come carte di credito, bancomat e bonifici). In particolare si fa confusione tra la disciplina fiscale e quella relativa all’antiriciclaggio. Tra gli altri interrogativi ci si chiede se esiste, con le novità recentemente introdotte, un limite di prelievo o di utilizzo del bancomat e se allo sportello il funzionario di banca ci possa obbligare a indicare la destinazione del nostro denaro.

Se, da un lato, le società non possono prelevare dal conto più di mille euro al giorno o 5 mila al mese senza riportare in contabilità la destinazione del denaro (altrimenti scatta l’obbligo di documentare la spesa, riportando il beneficiario del denaro in contabilità, per non incorrere in un accertamento fiscale), di contro, tutti i cittadini privati possono prelevare contanti dallo sportello o dal bancomat senza alcun limite di tipo fiscale.

Da sempre, infatti, i prelievi di contanti dal bancomat vengono limitati dalla banca solo per prevenire possibili furti di denaro in caso di smarrimento o di sottrazione della carta. Limiti che non esistono, invece, per i prelievi di contanti allo sportello, l’importante è, però, prestare attenzione a come i soldi verranno spesi perché la vigente normativa vieta, dal 1° gennaio 2020, scambi di denaro superiori ai 2 mila euro.

Le banche sono obbligate, intanto, a segnalare i prelievi di contanti che superano i 10 mila euro nell’arco di un mese solare (uno o più prelievi), poiché in tal caso il movimento viene registrato e inviato tramite segnalazione alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria) che scova, dietro operazioni sospette, eventuali reati come il contrabbando, la criminalità organizzata, l’evasione fiscale. Nei primi due casi la segnalazione arriva alla Procura della Repubblica, mentre nel terzo caso la segnalazione viene girata all’Agenzia delle Entrate.

Infine di fronte al superamento della somma di 12.500 euro in un’unica soluzione da trasferire ad un’altra persona, la banca o l’istituto di credito cui ci si rivolge dovrà fare da intermediario, rilasciando, ad esempio un assegno circolare.

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