Tra gli articoli della Manovra in discussione in Parlamento, sta facendo molto discutere la nuova procedura secondo cui il Comune potrebbe bloccare i conti correnti o direttamente pignorarne una parte, così come parte dello stipendio, a coloro che non pagano le tasse locali, come l’Imu o quella sui rifiuti. La norma non riguarda le multe stradali, anche se pare ci sia allo studio un emendamento per includerle.

Una novità questa, che rientra tra le procedure di contrasto all’evasione, infatti si stima che 19 miliardi di euro non siano stati ancora riscossi dagli enti locali.

Cosa cambierebbe rispetto al passato? Fino ad ora, per coloro i quali non pagavano i tributi locali, la procedura voleva che si procedesse prima all’accertamento del debito, con cui si sollecitava a pagare, poi scattava il secondo passaggio, cioè l’emissione della cartella esattoriale. Con la nuova formula, accertamento e cartella diventano un’unica cosa.

Per cui, entro tre mesi dalla notifica dei mancati pagamenti, i Comuni potranno attivare le procedure di riscossione, che resteranno sospese per altri sei mesi per consentire agli interessati di mettersi in regola. Dalla notifica dei mancati pagamenti all’avvio della procedura forzosa di riscossione (fermo amministrativo, pignoramento o ipoteca, strumenti già in atto da tempo), passeranno in sostanza circa nove mesi.

Su questa procedura si è espresso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale ha cercato di sedare gli animi “I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta” – ha detto.

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